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Elezioni-Comunali-2014Con il sorteggio delle liste per il posizionamento sulla scheda elettorale possiamo dire che si conclude il primo iter ed entriamo nel vivo della campagna elettorale.

Il 25 aprile ho avuto l’onore di presentare e depositare in Comune la lista CENTROSINISTRA PER SANT’OLCESE, che sostengo con vivissima partecipazione dopo aver in piena autonomia deciso di non ricandidarmi. Il mio impegno continua con la squadra di ARMANDO SANNA: si può fare politica anche in seconda linea. L’amore e l’interesse per il territorio di appartenenza non svaniscono con la fine del mio mandato istituzionale.

Domenica 25 maggio gli elettori di Sant’Olcese voteranno per il rinnovo del Consiglio Comunale e per l’elezione del nuovo Sindaco. Un appuntamento importante sia per i candidati che offrono la loro disponibilità per il territorio, sia per gli elettori che si esprimeranno all’interno dei seggi.

Entrando, quindi, nel vivo di questa “competizione” elettorale desidero rivolgere a tutti i candidati per il Consiglio Comunale di Sant’Olcese, e mi riferisco alle quattro liste, il mio più sincero augurio per una buona campagna elettorale nel segno di un sereno e costruttivo confronto, basato sulle autentiche differenziazioni ma lontano da populismi e calunnie. Auspico che questo possa essere un momento di elevata qualità per tutti: la crisi che stiamo vivendo necessità di una politica costruita non sulla denigrazione e sullo scontro continuo con l’avversario, ma sulla ritrovata unione nella distinzione delle diversità di pensiero.

Candidate e candidati avete una grande responsabilità, a voi TUTTI i miei più sinceri auguri di BUONA CAMPAGNA ELETTORALE nell’interesse di Sant’Olcese!

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Carlo Felice De FerrariUn piano industriale deve contenere premesse e presupposti che siano in grado di assicurare il raggiungimento degli obbiettivi .

Il Carlo Felice necessita di un intervento concreto, un piano industriale serio. Servono tattiche e strategie per appianare il debito e rilanciare l’Ente lirico. Ad oggi, per quanto mi risulta, non intravvedo segnali di novità, ma ipotesi che non reggono, se confrontate con la realtà e l’evoluzione in atto. Non si può essere morbidi su una questione così delicata, dove si è perso troppo tempo senza mai promuovere una valida proposta. I contratti di solidarietà attuati negli anni passati hanno collassato la produzione e gli effetti negativi si avvertono ancora oggi.

Dobbiamo cambiare visione. Il Carlo Felice deve diventare un’opportunità di lavoro e non di licenziamento. Basta con i piani di risanamento che si edificano puntando esclusivamente sul ridimensionamento del personale: appartengono al passato.

La gestione del teatro dell’opera di Genova, è stata affrontata  in questi ultimi anni, assumendo scelte che hanno dimostrato la loro totale inefficacia e anche l’attuale piano industriale, di cui apprendo notizie, non presenta nessuna proposta di programmazione artistica, per il prossimo triennio. Come è possibile ipotizzare una politica di costi e di ricavi senza avere l’idea di quale sarà l’offerta artistica dell’Ente Lirico per il prossimo triennio? E’ impossibile approvare un piano industriale senza avere una previsione. Quanti spettacoli di balletto, di opera e di sinfonica si intendono realizzare? Quale è la scelta dei titoli delle opere da rappresentare? Questo piano di risanamento fa il conto senza l’oste!

Il problema reale va sì colto nella risoluzione dei costi ma la scommessa vera è riconducibile a una programmazione che sia in grado di esaltare la professionalità dell‘Ente Lirico: occorre definire prima di tutto la strategia operativa di programmazione e di proposta artistica scegliendo la definizione da perseguire tra teatro di produzione, repertorio o misto. Occorre aprire a un’offerta turistica e quindi una differenzazione di mercato come sta attuando il Teatro La Fenice di Venezia, ma questi elementi presuppongono piani di intervento economico finanziario che non sono presenti nell’attuale piano industriale..

Condivido l’idea di attuare un sistema di co-produzione, ma in questo piano si dovrebbe già definire gli orizzonti a cui rivolgersi. Di tutto ciò non appare nulla. Ecco perché non può essere credibile.

Il Carlo Felice ha bisogno di reperire nuove risorse che non possono solo prevenire da fondi pubblici; bisogna escogitare nuovi sistemi che consentano il controllo dei costi e l’incremento dei ricavi. Bisogna puntare su una maggiore produzione, più alzate di sipario: il teatro regio di Torino addirittura ha prodotto 368 manifestazioni in un anno. Nuove risorse economiche possono essere assicurate dalla vendita dei biglietti e abbonamenti, ma occorre promuovere il Carlo Felice attraverso una programmazione di tournée , e prevedendo il recupero di manifestazioni di rilievo internazionale come il premio Paganini e il festival del Balletto di Nervi. Occorre aprire all’innovazione sostenendo incisioni discografiche magari sfruttando il digitale e abbassando i costi di realizzazione. Infine: non si può scoprire che Il Carlo Felice non incassa nemmeno un centesimo dallo streaming, che pure registra ogni volta eccezionali record di contatti: su questo canale bisogna proporre pubblicità a e altre iniziative che abbiano un ritorno economico. Bisogna .aprire ai privati , ma su questo occorre anche una nuova legislazione nazionale perché la Bray da sola non è sufficiente.  

 

Centrale latteLa proposta di Massimiliano Tovo

E se vi dicessero che la crescenza della focaccia di Recco, un’eccellenza ligure in tutto il mondo, viene prodotta nei caseifici di Bergamo, Novara, e perfino Treviso. Ma nessun stabilimento ligure? E che quindi dopo essere stata prodotta a Bergamo, Novara e Treviso viene riportata in Liguria per essere poi infornata insieme alla focaccia? Anomalie tutte italiane. Con tanto di aumento di costi per il trasporto quindi alla vendita. Ma non finisce qui, perche se fino al 2012 vigeva l’obbligo per chi produceva crescenza di utilizzare soltanto latte della Liguria, ora questo obbligo non esiste più. Quindi , la focaccia al formaggio che gustate in ogni momento, ha un ripieno che è stato prodotto in tutte le altre regioni italiane, tranne che in Liguria. E allora i cosidetti marchi Dop e simili che fine fanno? Ma il punto della questione ora non sono le certificazioni Dop/Igp, quanto la possibilità di sfruttare l’ex centrale del latte di Genova chiusa da più di un anno oramai, perché considerata strategicamente non utile, per produrre qui la crescenza e di nuovo il latte.

“E’ notizia di qualche settimana fa l’interessamento di un imprenditore a rilevare la vecchia centrale del latte di Genova – spiega Massimiliano Tovo, segretario cittadino dell’UDC_. Già prima della chiusura, avevo proposto di mantenere viva l’attività dell’azienda aumentando la produzione e facendo anche la crescenza. Se la Parmalat non è più interessata al latte ligure, allora diamo una differenzazione della centrale del latte e produciamo la crescenza”.

In questo modo, continua Tovo, si salterebbero tutti i passaggi che ora impongono di trasferire la crescenza dai caseifici dove viene prodotta alla Liguria. “ oggi si può comprare una crescenza che è stata fatta ad aSti o a Torino. Solo a Rossiglione, questo tipo di formaggio viene prodotto con latte ligure”. Secondo Tovo. Le istituzioni locali Regione e Comune dovrebbero farsi promotrici di un tavolo concreto a cui far sedere gli imprenditori interessati a produrre un’eccellenza, tanto più a chilometro zero. E mentre i dipendenti dell’excentrale hanno visto fermarsi le trattative delle aziende capitanate da Confindustria per trovare un’intesa con Parmalat per l’acquisizione delle aree di Fegino, con l’avvicinarsi del termine di scadenza della cassa integrazione a settembre, senza alcuna garanzia per altri ammortizzatori sociali, i produttori di latte di latte liguri invece sembrano non aver ancora sentito il contraccolpo della chiusura perché il loro latte – spiega Tovo- viene ancora acquistato da Parmalat”.

Giulia Guerri

Pubblicato sulle pagine de Il giornale della Liguria, 22 aprile 2014

 

 

ANNUNCIO E DIETROFONT IN DUE GIORNI.

TOVO: ” NON CI HANNO AVVERTITI”

ATP PASTContrordine passeggeri. Ha tutta l’aria di essere un vero e proprio pasticcio, la vicenda del nuovo orario cambiato all’ultimo momento e altrettanto velocemente ritirato sulla linea E dei pulman ATP che attraversano Sant’Olcese e Serra Riccò. Nei giorni scorsi infatti,(mercoledì e giovedì) agli utenti dei bus azzurri che viaggiano su quella tratta è stato distribuito direttamente sulle corriere un nuovo orario in vigore da oggi. Quindi con un margine piuttosto ristretto. Ma quella stessa comunicazione, già il giorno dopo, (venerdì pomeriggio) non era più valida. Quindi oggi ( e nei prossimi giorni) tutto resta come prima. Se qualcuno non ci avesse capito gran che, oltre a essere ampiamente giustificato,potrebbe provare a seguire il racconto dell’assessore ai Trasporti di sant’Olcese Massimiliano Tovo, che tenta di ricostruire la vicenda. “Da qualche tempo si parla di spostare il capolinea della linea E di ATP dai portici adiacenti a Nostra Signora della Neve al Giro del Vento sempre a Bolzaneto – spiega Tovo- Un trasloco ritenuto necessario dopo le proteste di alcuni abitanti. Ma questa decisione presenta due problemi fondamentali. Per prima cosa, in questo modo, si allungano il percorso e i tempi di percorrenza. E visto che i lavoratori di ATP non possono fare straordinario, a seguito della situazione di crisi dell’azienda, si rischia seriamente che alcune corse saltino. E poi noi , come Comune di Sant’Olcese ( ma anche l’amministrazione di Serra Riccò) abbiamo un accordo di programma con ATP e queste decisioni devono essere prese insieme. Invece il cambiamento è stato fatto in modo unilaterale. Dopo le nostre proteste l’azienda è tornata sui propri passi. Anche se il percorso si allunga vorremmo capire chi è che paga quei chilometri in più, visto che riguardano il Comune di Genova”.

Diego Curcio

Pubblicato sulle pagine de Il Corriere Mercantile, 20 Aprile 2014

atpAttenzione vi comunico che le modifiche annunciate da ATP per le linee del Gruppo E Bolzaneto- Piccarello – Sant’Olcese che avrebbero dovuto iniziare a partire dal 20 aprile 2014, NON ENTRERANNO IN VIGORE. Per tanto gli orari e il servizio rimarrà quello attualmente in vigore . Quindi attenzione non cambia né il capolinea né l’orario.

Considerata l’importanza dell’avviso vi invito a diffondere con il massimo interesse la presente comunicazione.

IMG_3292Quando si giunge alla fine di un viaggio come quello di un’esperienza da amministratore del tuo comune, non ti resta che tirare le somme per una serena e personale valutazione.
Aver servito per questi dieci anni il comune di Sant’Olcese è stato per me un onore, che ho potuto vivere prima come semplice consigliere e successivamente da assessore.
Guardo soprattutto a questi ultimi cinque anni  che ora volgono  al termine e mi interrogo sulla qualità del servizio che ho dato alla comunità di Sant’Olcese. Ho sempre cercato di lavorare sia per non deludere il sindaco Angelo Cassissa che mi ha voluto come assessore della sua giunta, sia per non tradire la fiducia che i concittadini mi avevano attribuito attraverso le elezioni.
Ho operato cercando di rispondere al meglio, anche se sono consapevole che avrei certamente potuto dare di più e che oltre ai buoni risultati portati a casa esistono anche errori che avrei potuto evitare. Nel tracciare un bilancio emergono  elementi positivi e negativi. In politica si ricordano sempre e solo i trionfi mai le sconfitte. Credo quindi che sia giusto evidenziare gli aspetti che hanno caratterizzato questo percorso scegliendo solo due esempi, uno positivo e l’altro negativo.

1)L’aver voluto l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, si è rivelata l’azione che mi ha dato maggiori soddisfazioni con risultati sorprendenti. Partito come esperimento oggi il CCR si è affermato come una realtà solida del nostro territorio che proseguirà anche dopo la mia funzione. Un’eccezionale occasione di crescita civica per le giovani generazioni che potrà migliorare con il contributo di tutti.

2)Avrei desiderato realizzare una biblioteca comunale, come ulteriore luogo d’incontro per i nostri cittadini. Una biblioteca dove i nostri giovani avrebbero potuto sfruttare gli spazi per motivi di studio e gli adulti per interessi culturali. Pensavo che sarebbe stato bello offrire un servizio bibliotecario dove poter chiedere in prestito libri o consultare giornali o ancora dove poter realizzare appuntamenti culturali rivolti a tutta la popolazione. Amaramente devo riconoscere di non esserci riuscito; dopo aver avviato una fase progettuale ho dovuto arrendermi davanti alle difficoltà imposte dal Patto di Stabilità che non avrebbe consentito l’assunzione di nuovo personale.

Carlo Felice De FerrariSulla situazione del Carlo Felice è il caso di dire: niente di nuovo sul fronte occidentale. Le notizie che riguardano il  piano industriale evidenziano ancora una volta una situazione assai critica, determinata da una inadeguata politica amministrativa. All’orizzonte nessuna prospettiva per rilanciare l’ente lirico, ma soluzioni che sono tapulli! Rimedi già visti che non solo non hanno sanato ma in certi casi hanno aggravato le condizioni.

Sono scandalizzato da quanto sta emergendo e non nascondo il mio totale disgusto. Siamo davanti a un consiglio di amministrazione che ha fallito nella  gestione e a un sindaco che dirige un requiem piuttosto che offrire gli spunti per un  programma di rilancio.

Ora basta! Troppe inadempienze, troppe false verità sono state portate avanti senza mai evidenziare le responsabilità di qualcuno. Sino a quando sarà possibile perseguire questa strada? È possibile continuare a parlare esclusivamente di tagli? Di licenziamenti ? Quando si inizierà a parlare di una vera stagione, di una programmazione che preveda manifestazioni, tournée, incisioni discografiche, festival del Balletto e premio Paganini?  Tutto questo è’ una vergogna ! Attendo di leggere il piano industriale, ma non mi aspetto nulla di edificante.

In attesa perdonate il mio sfogo espresso in queste brevi righe che rispondono fedelmente al mio stato d’anima.

Genova merita molto di più, a partire dal Carlo Felice.

Eccellenze SantOlceseL’assessore Tovo invita: “Facciamo un programma sulle nostre eccellenze culturali”.

La curiosità. Risiedono nel Comune il comico Maurizio Lastrico, il musicista Francesco Loi, il pittore Danilo Lanini, e il romanziere Daniele Cambiaso.

 L’attore comico Maurizio Lastrico. Il primo flautista del Carlo Felice Francesco Loi. Il pittore iperrealista Danilo Lanini. Il romanziere noir Daniele Cambiaso. Che cos’hanno in comune questi quattro artisti? La residenza: sono tutti quattro di Sant’Olcese. un particolare forse poco noto, “ed è un peccato, perché queste persone, insieme ad altri nomi emergenti come il cantautore Francesco Ciapica e lo scrittore Luca Bettinelli, rappresentano delle eccellenze culturali per il nostro territorio”. parola di Massimiliano Tovo, assessore comunale alla Cultura, che nelle ultime settimane di mandato ha firmato un documento in cui si fa esplicito riferimento proprio a questi “big” locali. Si tratta di una delibera d’indirizzo, cioè una specie di testamento amministrativo (Tovo, dopo due legislature, ha infatti deciso di non candidarsi più), la cui esecuzione è affidata alla Pro Loco di Sant’Olcese.

Nella delibera si raccomanda di “realizzare un programma di iniziative ed eventi” che si chianmerà “Le eccellenze di Sant’olcese e dintorni” , proprio al fine “di esaltare le peculiarità di Sant’Olcese”. in pratica, spiega Tovo, “ la Pro Loco deve valorizzare la presenza sul territorio di queste eccellenze, tramite mostre, presentazioni e spettacoli, se necessario con il contributo di sponsor, ma mai con oneri sulle casse del Comune. Per citare solo alcune delle fortune che abbiamo, Lastrico ha avuto un grandissimo successo e tutti lo conoscono; Loi ha tenuto diversi concerti alla Scala, Cambiaso pubblica con case editrici nazionali e Lanini è presente in cataloghi importanti, firmati anche da Vittorio Sgarbi”. Eccellenze “umane” ma non solo: “Inutile ricordare il salame che ha reso celebre Sant’Olcese: abbiamo anche la Chiesa di Casanova dichiarata monumento nazionale e l’oratorio di San Lorenzo con la pala d’altare attribuita a Domenico Piola”.

Sant’Olcese, per l’assessore, “è ricco di sorprese e scoprirle è una scomessa d’amore per il futuro”. Anche se conclude amaramente Tovo, “forse molti degli stessi cittadini di Sant’Olcese non le conoscono tutte”.

Paolo Bertuccio.

 

Pubblicato sulle pagine de “Il corriere Mercantile”, domenica 6 aprile 2014

prezzoIl Consiglio Amministrativo di ATP impone un nuovo aumento per tutti i viaggiatori a partire dal 1 maggio.

Non condivido nel modo più assoluto queste nuove determinazioni che appartengono a politiche aziendali che hanno già dimostrato la loro totale inefficacia. Non si salva così l’azienda! Mi ero già espresso contrario, durante gli ultimi incontri con il prefetto di Genova, a un’ipotesi di un nuovo aumento del 10% sul prezzo del biglietto ATP. Stamattina sfogliando le pagine dei giornali scopro che a partire dal 1 maggio ATP emetterà una nuova bigliettazione con un aumento previsto del 20%, doppio quindi alle proposte che si profilavano nelle ultime riunioni.

Questa scelta aziendale la reputo inaccettabile in un momento storicamente difficile sia sotto il profilo sociale che economico. I nostri cittadini sono già sottoposti agli effetti di una crisi che sta segnando drammaticamente gli usi e costumi quotidiani, non necessitano di nuove difficoltà. Una scelta, quella di ATP,  che penalizza nuovamente in modo particolare i cittadini che vivono nell’entroterra: è questo il benvenuto che segna l’avvento della città metropolitana?

Questo aumento che porterà il biglietto vicino al costo di 2 euro ( per l’esattezza passerà dagli attuali 1.50 a 1,80), per non parlare degli abbonamenti che toccheranno quota fino a  50 euro è una soluzione indecente e irricevibile. I precedenti piani aziendali che hanno portato a una maggiorazione dei titoli di viaggi corrispettivamente a una razionalizzazione del servizio ha causato tra il 2010 e 2012 la perdita di 2 milioni di passeggeri. Se si procede con la scelta ancora una volta di incidere sul prezzo del biglietto, sono convinto che le somme attese dalla vendita dei biglietti sarà smentita dalle cifre reali che indicheranno nuovi cali dell’utenza.

Nei giorni scorsi ho fatto una proposta per salvare il trasporto pubblico locale,la ripropongo invitandovi a rispondere al sondaggio. (Un Holding per salvare il TPL: fusione tra AMT-ATP e Genova Parcheggi)

Salvare il trasporto pubblico locale è una priorità assoluta ma rincorrendo scelte che hanno già dimostrato il loro fallimento, si rischia di fare un buco nell’acqua. #Sapevatelo gente…

 

Leggi anche ATP: nuovo aumento del biglietto? Proposta socialmente indecente e irricevibile