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Riporto il comunicato stampa che abbiamo rilasciato per comunicare un’iniziativa che considero valida, perché orientata contro la disoccupazione. Lo facciamo come Amministrazione locale, con gli strumenti, pochissimi, che abbiamo a nostra disposizione. Ringrazio per questa iniziativa gli operatori de l INFORMALAVORO  ALTA VALPOLCEVERA, che da oltre dieci anni offre al nostro territorio un servizio essenziale. Agli operatori de l INFORMALAVORO indirizzo inoltre i miei ringraziamenti per come svolgono ogni giorno la loro mansione, soprattutto in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo conoscendo. Grazie !

COMUNICATO STAMPA

“In un momento così difficile per l’economia e per l’occupazione  non è sufficiente dire che esiste un ufficio per le politiche del lavoro, ma annunciamo che le istituzioni andranno e incontreranno direttamente le aziende nelle loro sedi. Un’iniziativa volta non solo ad incontrare gli operatori economici presso gli uffici del lavoro,ma poiché le aziende non sempre riescono a usufruire dei nostri orari, abbiamo ritenuto opportuno, ed è una vera novità, offrire un servizio in più e sempre gratuito. In un periodo dove la fiducia verso le istituzioni è assai bassa, è doveroso rilanciarne il reale significato. Combattere la crisi e affrontare la disoccupazione partendo anche dai piccoli ma significativi interventi è un segnale importante e di fiducia che le istituzioni vogliono dare” lo ha dichiarato Massimiliano Tovo assessore alle politiche giovanili del Comune di Sant’Olcese annunciando l’iniziativa “Incontriamo le aziende”, promossa dai Comune di Sant’Olcese, di Serra Riccò e di Mignanego.

 

Informalavoro“Considerando gli effetti determinati dalla crisi economica che purtroppo sta interessando anche il nostro territorio, abbiamo ritenuto opportuno – ha affermato Tovo –  nonostante le scarse risorse a disposizione, di intensificare gli sforzi e il nostro impegno per fronteggiare questa particolare criticità.”

“In questa situazione è fondamentale sostenere sempre di più l’ascolto tra amministrazione e tessuto produttivo, nell’ambito anche di un processo patrocinato istituzionalmente. Per questo motivo il Comune di Sant’Olcese – ha spiegato Tovo -desidera incontrare le aziende del territorio, informarle sui servizi e progetti attivi  e  rilevarne le caratteristiche, i fabbisogni e le criticità. A tale scopo abbiamo deciso di inaugurare l’iniziativa denominata “incontriamo le aziende” attraverso lo Sportello Informalavoro Alta Valpolcevera che da oltre un decennio esegue efficacemente le deleghe attribuitegli in materia di politiche del lavoro sul nostro territorio”.

Abbiamo incaricato gli operatori dell’Informalavoro Alta Valpolcevera di svolgere una duplice azione: da un lato realizzeranno un’attività informativa circa le opportunità esistenti in favore delle aziende (Consulenze Sportello Informalavoro, Progetto Inclusione e Sviluppo del Territorio, Sportello Buon Lavoro, Progetto GRAL…) e dall’altro anche un0indagine-censimento sulle aziende del territorio, finalizzata all’analisi dei fabbisogni territoriali del lavoro locale, per cercare di rispondere con strumenti sempre più adeguati.”

Le aziende del Comune di Sant’Olcese, come per Serra Riccò e Mignanego, riceveranno nei prossimi giorni una lettera a firma dei tre assessori delegati , per presentare questa iniziativa che partirà da giovedì 7 novembre 2013, e proseguirà tutti i giovedì seguenti, dalle ore 11 alle ore 12 e dalle 14 alle 15. Gli operatori dell’Informalavoro Alta Valpolcevera saranno a disposizione su appuntamento presso gli uffici all’interno del Parco storico di Villa Serra (Sant’Olcese); gli operatori del servizio Informalavoro  saranno inoltre disponibili a raggiungere direttamente le sedi aziendali attraverso appuntamenti concordati per essere maggiormente disponibili alle diverse esigenze.

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ATPfotoSi poteva evitare e, alla fine, ha prevalso la logica dell’irresponsabilità, dell’inerzia, mentre come Cassandra qualche amministratore avvisava dell’inesorabile destino, che stava per abbattersi su ATP: l’azienda di trasporto pubblico locale che fornisce un servizio essenziale a ben 67 comuni della provincia di Genova.

Le strategie hanno ceduto lo spazio all’apatia, alla politica del rinvio e  dell’inadeguatezza; dopo quasi quattro anni di invettive, di preoccupazioni espresse in più sedi la cronaca di “una morte annunciata”, purtroppo, non è più il soggetto di un film ma una cruda realtà con la quale tutti siamo chiamati a confrontarci.

In questa fase così delicata ha dominato sulla gestione dell’azienda l’incertezza delle regole, delle risorse e della programmazione organizzativa.

La situazione attuale è la conseguenza diretta di un controverso e contradditorio processo, connotato da molteplici tentativi indirizzati all’efficienza dell’azienda che hanno invece finito per accentuare, anziché risolvere, le criticità strutturali. I frequenti interventi e i piani industriali hanno inciso marginalmente non producendo gli obiettivi annunciati.

Si poteva evitare e invece siamo arrivati al punto del non ritorno. Anche se le speranze all’orizzonte sono deboli e poco credibili, in questo momento deve prevalere il buon senso: occorre  indirizzare ogni possibile sforzo e adottare ogni strumento per evitare il totale fallimento di ATP: tradotto in parole povere, vuol dire  limitare la natura di disagi sociali ed economici, non lasciando i cittadini a piedi. Salvare il posto di lavoro dei dipendenti ATP e il servizio per gli utenti è, e rimane  la priorità assoluta; ma dopo occorrerà procedere con un attento esame nonché un’indagine mirata a comprendere le cause che hanno determinato il collasso di questa azienda.

Auspico, quindi, sotto il senso della responsabilità e della serietà, che in Regione Liguria, nell’ambito del Consiglio regionale si possa inaugurare un’iniziativa volta all’istituzione di una Commissione d’inchiesta per valutare con obiettività le ragioni che hanno determinato il fallimento dell’azienda. È vero che la riduzione dei trasferimenti economici del governo, l’aumento del prezzo del carburante e delle assicurazioni sono tra gli elementi che sicuramente hanno causato questa tragica situazione ma è altrettanto responsabile comprendere se si poteva scongiurare questo tragico scenario e se esistono responsabilità non assunte sino in fondo.

Una commissione di’inchiesta per  valutare la ragione e natura  di piani industriali che hanno imposto pesanti sacrifici a utenti(aumento costo del biglietto e riduzione del servizio), a  istituzioni(aumento del 300% quota di compartecipazione) e ai dipendenti(peggiori condizioni lavorative) che non hanno prodotto gli effetti annunciati, ma hanno semmai confermato la tendenza di chi aveva sollevato, in tempi ancora non sospetti, dubbi sull’efficacia di certi interventi.

Serve fare chiarezza ! Sopratutto per dissolvere voci e ombre, come l’acquisto di dotazioni GPS  mai utilizzate, o l’affitto della autorimessa di Bolzaneto che, tra l’altro, mi risulta in scadenza, o consulenze e altre spese sostenute che forse non erano così urgenti e funzionali alla normale gestione amministrativa. Alcune voci di corridoio, che potrebbero essere anche tendenziose, vanno esaminate per scardinare ogni possibile dubbio. Troppa inerzia ha prevalso in questi anni: un’azienda pubblica ha fallito, non ci si può arrestare davanti a qualche indizio per decretare una sentenza che così prodotta sarebbe non obiettiva .

Una commissione di inchiesta è doverosa:un’azienda finanziata interamente con soldi pubblici, di fatto, ha fallito, è imperativo dare delle risposte e accertare eventuali responsabilità, che sono ovviamente da riferirsi a precedenti gestioni.

(Pubblicato sulle pagine de Il SECOLO XIX, di Domenica 13 ottobre 2013)