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smartcityI tagli imposti dalla Legge di stabilità agli enti locali confermano difficoltà gestionali della Città metropolitana di Genova, che rischia di rimanere un’Istituzione vuota con il pericolo di privare i cittadini di alcuni servizi.

Il trasferimento del personale attualmente in forza all’ex Provincia di Genova alla Regione Liguria evidenzia un risparmio economico di un ente pubblico, ma in realtà si tratta di una partita di giro di cui mi è assolutamente difficile comprenderne il significato: la stessa cifra risparmiata verrà imputata a carico di un altro ente pubblico. Quindi non ci sarà un saldo positivo per l’intero sistema ma un trasferimento che rischia di generare confusione e disagi .

Sono molto preoccupato, invece, dalla qualità e dalla continuità  dei servizi che saranno erogati: si mette a repentaglio la sorte dei piccoli comuni e l’interesse collettivo della cittadinanza.

Riformare le Istituzioni del Paese non può ridursi esclusivamente alla razionalizzazione delle risorse economiche, ma deve accentuarsi su garanzie costituzionali che oggi rischiano di essere disattese.

Amministrare la Città metropolitana di Genova non vuol dire consegnare come fa lo studente diligente il compito richiesto, ma deve denunciare le anomalie e provvedere a risanare il quadro generale.

Penso alla formazione che dovrebbe essere trasferita alla Regione: su competenze così strategiche  del genere non si può giocare sul destino dei troppi disoccupati, ma occorrono interventi dettati non dalla politica dei tagli senza senso ma da azioni di responsabilità.

Finiamola una volta per tutte con il populismo che continua a divagare e  mietere “vittime”, soprattutto fra gli enti più piccoli e deboli

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Il segretario regionale del Centro Democratico Massimiliano Tovo ha invece inserito tra i punti del suo programma la valorizzazione dell’entroterra; l’impegno contro il dissesto idrogeologico attraverso la predisposizione di piano strategico nazionale e attingendo ai fondi europei; la creazione del primo ‘distretto culturale creativo’ a Genova, puntando su cultura, turismo e ricerca scientifica per favorire crescita e sviluppo; la lotta alla corruzione anche attraverso una nuova legge elettorale che introduca il limite dei due mandati per i consiglieri regionali; l’istituzione di una piattaforma regionale contro le poverta’ e l’emarginazione. Gli organizzatori hanno annunciato che dei 2 euro necessari per partecipare al voto, una parte andranno a coprire le spese mentre il resto sara’ devoluto ai cittadini alluvionati a ottobre e novembre scorsi.(AGI Italia)

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Primarie schedaLe primarie del centrosinistra per scegliere il candidato/a Presidente alle prossime elezioni regionali si svolgeranno domenica 11 gennaio 2015 dalle ore 8,00 alle ore 20,00. L’elenco dei seggi, allestiti su tutto il territorio ligure, in allegato a questo articolo

Possono votare alle “Primarie Liguria 2015” tutti i titolari del diritto attivo di voto per le elezioni regionali, i quali all’atto del voto sottoscrivano le “linee guida del centrosinistra per la Liguria”, accettino di essere iscritti nell’Albo pubblico degli elettori del centrosinistra.

Per essere ammessi al voto occorre esibire al seggio un documento d’identità e la propria tessera elettorale e versare un contributo di 2 Euro.

Ogni elettore può votare soltanto nel seggio corrispondente alla propria residenza.

Possono partecipare al voto anche i cittadini che abbiano compiuto i 16 anni entro l’11 gennaio 2015, nonché i migranti, regolarmente residenti nella Liguria, muniti di permesso di soggiorno, di documento d’identità e che abbiano compiuto 16 anni entro l’11 gennaio 2015.

Gli studenti e i lavoratori fuori sede, purché residenti in Liguria, possono votare in un Comune diverso da quello di residenza, previa richiesta entro venerdì 9 gennaio 2015 alle Commissioni Provinciali per le Primarie (Imperia, Savona, Genova, Chiavari e La Spezia) della provincia in cui si intende votare.

Per votare Massimiliano TOVO è sufficiente tracciare  una croce sul suo nome che troverete già stampato sulla scheda elettorale.

Elenco dei seggi disponibili :

Primarie 2015 – seggi Genova

Primarie 2015 – seggi Imperia

Primarie 2015 – seggi Savona

Primarie 2015 – seggi Tigullio

Primarie 2015- seggi La Spezia

Il Manifesto del nuovo Centro Sinistra

EPrintcco il primo video informativo, realizzato in maniera totalmente “casalinga”, grazie all’aiuto e supporto del mio amico Francesco Guerrazzi. Una serie, piccola, di video per raccontarvi e condividere le mie idee per un programma di Centrosinistra. Non sono spot elettorali, ma un modo per spiegare il mio contributo alla coalizione di Centrosinistra.

Aiutatemi a diffondere questo materiale infomativo, realizzato a costo zero. Avevo detto che non avrei spesso grandi sommme economiche per questa campagna elettorale e così sto facendo.

Quando mi sono candidato qualcuno ha osservato e mi ha chiesto “come farai a pagarti la campagna elettorale? sai costa… ci vogliono molti soldini… ” ero coscente di questa difficolta e non mi vergogno di dire che guadagando circa 1300 euro al mese, certamente io non dispongo di grandi risorse economiche. E allora ? cosa vuol dire ? Che avrei dovuto per questo motivo rinunciare? No! Non credo che la democrazia sia fondata sul censo e se pericolosamente sta scivolando verso questa deriva, occorre intervenire e dimostare che le idee provengono dal libero pensiero e non dal “dio denaro”.

Quindi non aspettatevi effetti speciali, ma semplici video informativi.

Guarda il video Massimiliano Tovo Il futuro è nostro

blumenrivieraIl settore florovivaistico rappresenta un importante realtà produttiva della nostra economia agricola, un marchio di qualità conosciuto in tutto il mondo, un biglietto di visita unico e inimitabile.
I prossimi cinque anni saranno fondamentali per rilanciare il settore e renderlo sempre più competitivo; in questa ottica la Regione Liguria dovrà assumere una regia diversificata inaugurando un innovativo piano strategico per individuare interventi e linee d’azione finalizzate al potenziamento economico e produttivo del settore, sostenendo la competitività sui mercati comunitari e internazionali.
Serve una nuova sinergia tra pubblico e privato per individuare azioni mirate alla valorizzazione del patrimonio conoscitivo, sia umano che tecnico.
Occorre inaugurare nuove strategie d’intervento, per questo sono convinto che sia arrivato il momento di istituire il primo distretto evoluto per Fiori della Riviera di Ponente, con l’obiettivo primario di rilanciare un settore dinamico fondamentale per la crescita economica della nostra regione. Un distretto florovivaistico evoluto per promuovere e sostenere il settore attraverso nuove capacità imprenditoriali, logistiche e infrastrutturali nell’ottica di una maggiore competitività con la forte concorrenza dei Paesi Bassi, Danimarca e Spagna.
Mentre nel piano strategico regionale dovranno essere inserite e finanziate, in cooperazione con il governo nazionale, (ministeri delle politiche agricole, dello sviluppo economico, dell’economia e della finanza e del turismo) azioni come
la valorizzazione e la qualificazione delle produzioni, la formazione professionale, l’aggiornamento normativo, la ricerca e la sperimentazione, la comunicazione, la promozione e la logistica.
Altrettanto responsabile sarà il ruolo che dovrà assumere la Regione nell’ambito comunitario, soprattutto nella definizione delle politiche per sviluppo rurale Europa2020, dove saranno individuati strumenti importanti e decisivi.
Occorre tra le urgenze segnalate dal settore individuare :
– un costo medio dell’energia nei principali paesi UE produttori, al fine di consentire agevolazioni energetiche nei diversi paesi che non creino alterazioni della concorrenza;
– sviluppare un sistema di incentivi, in termini di agevolazioni fiscali per la creazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree a verde pubbliche e private, equiparando tali interventi alle opere e alle ristrutturazioni edili;
– estendere i crediti di carbonio alla aziende florovivaistiche ;
– rimuovere gli ostacoli che rendono inaccessibili alcune forme di benefici ambientali alle aziende florovivaistiche (certificati bianchi ecc.);
– semplificazione burocratica: aumentare la possibilità di effettuare le procedure burocratiche;
– sostenere la formazione professionale dell’operatore florovivaista, sia a livello della “formazione di base”
che di quella “continua”.

MDG_IT_editGli effetti devastanti della crisi economica internazionale contribuiscono ad alimentare il disagio sociale, in aumento purtroppo anche nella nostra regione. Disoccupazione crescente, chiusura delle piccole medie imprese, l’abbandono scolastico, pensionati costretti a sopravvivenza, persone senza fissa dimora sono solo alcuni dei preoccupanti segnali che stanno attanagliando il nostro territorio. Non possiamo fare finta di niente e catalogare nuovi fattori di impoverimento sociale come un dato costante, ma bisogna cogliere questo campanello di allarme ora o sarà troppo tardi.
Servono strumenti innovativi da parte delle istituzioni, in particolar modo dalla Regione Liguria che dovrà nell’ottica di Europa 2020 promuovere nuovi strumenti per contrastare questi preoccupanti fenomeni.
Per questo motivo considero, tra le priorità del mio programma, adottare un piano strategico per istituire una piattaforma regionale contro la povertà e l’emarginazione garantendo coesione sociale e territoriale: senza una distribuzione equa della ricchezza non ci sarà nessuna crescita.
Occorrono, quindi, strumenti efficaci per frenare l’avanzamento del rischio di povertà che può includere sempre un maggiore numero di vittime e creare le condizioni dignitose per un riequilibrio sociale.
Contrastare nuove forme di povertà vuol dire prevedere, attraverso un’agenda regionale, misure traversali che coinvolgano più settori, come il mercato del lavoro, l’istruzione, le politiche per gli alloggi, l’assistenza sanitaria, servizi sociali, le attività di sicurezza e culturali con particolare riferimento agli anziani e ai giovani.
La sfida che la nostra società oggi deve vincere passa attraverso l’inclusione, e nella stagione delle riforme intraprese il ruolo della Regione assume un nuovo significato, essenziale per l’impatto delle innovazioni sociali.
Ispirandoci ai principi contenuti nell’agenda Europa2020 istituiamo, quindi, la nostra piattaforma regionale contro la povertà, sostenendo tra gli obiettivi principali:
 l’inclusione attiva delle fasce più deboli nella società e nel mercato del lavoro;
 il diritto alla casa: la mancanza di un alloggio o di una dimora abitativa rappresenta una delle forme più estreme di povertà, che negli ultimi anni ha registrato un aumento;
 abbattere la discriminazione e rafforzare l’inclusione sociale dei disabili, delle minoranze etniche, dei migranti e di altri gruppi vulnerabili come gli anziani;
 il diritto al credito bancario: l’emarginazione finanziaria e l’indebitamento elevato derivante dall’impossibilità di accedere ai servizi bancari di base costituiscono un ostacolo anche alla ricerca di un lavoro e portano a una condizione di emarginazione e povertà.

PrintSabato 27 dicembre dalle 17.30 presso la Sala Convegni del Gal di Gattorna (Moconesi), il Circolo PD Fontanabuona ospita Il candidato alle primarie del centrosinistra Massimiliano Tovo.
L’incontro e’ aperto a iscritti, simpatizzanti e a chiunque sia interessato all’argomento.

Ho accettato con molto piacere questo invito da parte del Circolo PD Fontanabuona, sarò lietissimo di confrontarmi con i cittadini di Gattorna , Moconesi e della Fontanabuona per parlare del futuro della nostra Liguria partendo dalla valorizzazione dell’Entroterra e non solo.

Ringrazio in particolare il consigliere comunale Alessandro Traverso per avermi invitato.

pelletsfusoL’aumento dell’iva sul pellet, dal 10% al 22%, previsto da un emendamento del Governo ed approvato dalla commissione bilancio del Senato, rischia di generare gravissimi effetti ancora una volta per l’entroterra ligure già duramente provato dalla crisi economica e il forte dissesto idrogeologico. Sono contrario ad un intervento che invece di aiutare i cittadini e le imprese, li punisce attraverso una scelta che deve essere assolutamente rivisitata.

Oramai sono molte le famiglie, anche in Liguria, ad usare il pellet per riscaldarsi, si tratta principalmente di famiglie che appartengono al ceto medio e popolare e credo che questa norma se verrà approvata in aula al Senato, senza interventi migliorativi, penalizzerà nuovamente i soliti noti.

L’aumento dell’Iva sul pellet così previsto si abbatte principalmente sul consumatore finale e risulta essere solo un’ingiustificata maggiorazione di cassa.

Il provvedimento non assicura i forzieri dello Stato: il mercato registrerà, con un aumento dell’Iva cosi proposta, una contrazione sui consumi di pellet, al punto che il gettito previsto sarà decisamente ridimensionato.

Un emendamento che non posso non definire paradossale, soprattutto se si considera che il gettito previsto dall’aumento dell’Iva dovrebbe servire all’istituzione di un fondo per la riduzione della pressione fiscale: se vogliamo aiutare i cittadini a pagare meno tasse facciamolo ma non prendendoli in giro: così si aggravano le condizioni economiche delle famiglie che già difficilmente arrivano a fine mese.

A chi in campagna elettorale promette la diminuzione delle tasse,dico, manifesti un impegno immediato per evitare l’avvento di questa assurdità. Impegnatevi a evitare nuove tasse, imposte o aumenti prima di annunciare ipotesi che rischiano di essere, per i nostri cittadini, favole per notti da incubo.

In ultimo ricordo che il pellet e’ un combustibile che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi prefissati da Europa 2020 in termini di energia termica rinnovabile sostituendo i combustibili fossili, pertanto colpire l’energie pulite non solo lede economicamente i cittadini ma non aiuta a raggiungere parametri fondamentali per il prossimo futuro.

Auspico un impegno da parte delle Istituzioni, in primis della Regione , affinché faccia pervenire questa istanza al Governo.

Servono politiche incoraggianti per contrastare l’emorragia di iscrizioni e avviare una strategia sostenibile per contrastare la parabola discendente dell’Università di Genova

– Puntiamo su Università, innovazione e lavoro

albergo poveri skyphotoE’tipico della nostra città, della nostra regione spendere soldi per progetti che poi vengono accantonati o abbandonati in qualche dimenticatoio. Dopo dieci anni di annunci arriva un’amara verità, l’ennesima fotografia di un fallimento. È proprio questa caratteristica che ha affossato il rilancio di questa regione. Si sono spese troppe risorse economiche per progettualità mai concretizzate, è l’ora di dire con fermezza basta!

Il Campus Universitario, previsto all’ex Albergo dei poveri, era e, per me rimane, un progetto ambizioso che deve essere sostenuto e perseguito. Sono contrario a ipotesi che tendano a rinunciare a una crescita per l’Università di Genova. Occorre rendere l’Università un polo attrattivo per i giovani, non solo liguri ma avere il coraggio di aprire a nuove frontiere per conquistare studenti provenienti anche da altre nazionalità contrastando il calo significativo di iscrizioni.

A chi sostiene che i I tempi siano difficili e il momento non lo consenta “è invece il momento di osare, non più solo a parole ma con i fatti, si è perso già troppo tempo: mi ribello a chi continua pensare a questa regione come una “Concordia” alla deriva, a chi non vuole costruire opportunità per i giovani. Il rilancio, lo sviluppo del nostro territorio passa anche dall’eccellenza dell’Università e non sono disponibile a rinunciare a questo obiettivo. Vietato rassegnarsi !

Sono convinto che istituzioni e privati debbano impegnarsi per sostenere il campus universitario, non è il momento del mugugno ma l’ora degli sforzi comuni per dire ai giovani che esiste per loro un futuro.

L’Università di Genova non può essere abbandonata a se stessa: si concentrino le energie per reperire risorse e finanziamenti al fine di avviare il campus senza per questo motivo rinunciare alle priorità sottolineate dal rettore. Serve un cambiamento di rotta, che consideri l’Università di Genova come infrastruttura per rilanciare istruzione, economia, formazione e lavoro. Chiudiamo l’era della tela di Penelope, la Liguria non ha più bisogno di ripensamenti ma di guardare a un futuro che qualcuno non vuole scrivere.

Massimiliano TovoL’esperienza delle primarie deve essere colta come l’occasione di confronto non solo tra i candidati, ma tra le forze che daranno vita alla coalizione. Non servono promesse o spot “esteticamente” ben confezionati per convincere gli elettori ma una nuovo processo culturale che sappia puntare sulla partecipazione e condivisione delle linee programmatiche.
E’ l’ora di fermare la rincorsa alla demagogia, agli attacchi, agli annunci che hanno perso credibilità e alimentano il preoccupante astensionismo.
Abbiamo bisogno di una strategia che consenta alla nostra regione di uscire dalla crisi e di inaugurare un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva per stimolare crescita ed occupazione in un moderno sistema di coesione sociale e territoriale.
Alla Liguria servono nuove infrastrutture: dalla Gronda al Terzo valico, dal tunnel della Fontanabuona al raddoppio della linea Andora-Ventimiglia, senza dimenticare nuovi significativi obiettivi per l’aeroporto di Genova soprattutto in un contesto di promozione turistica; opere che avrebbero dovuto essere già realizzate da tempo e che invece tornano fisse a ogni appuntamento elettorale, segnando il fallimento di una classe dirigente che non ha saputo governare le sfide degli ultimi anni.
La competitività del “sistema Liguria” non può prescindere dalla valorizzazione e ottimizzazione dei propri scali marittimi. La Liguria deve sfruttare in maggior misura i vantaggi derivanti dalla sua posizione e conformazione geografica che la rendono una naturale piattaforma logistica per tutto il centro-sud europeo. Il rilancio dell’economia portuale deve basarsi sul riconoscimento dell’autonomia finanziaria, ogni altra soluzione rischia di essere un palliativo nonché un’ulteriore perdita di tempo.
Rilanciare l’economia e promuovere occupazione vuol dire oggi anche valorizzare l’entroterra, realtà unica nel suo essere, flagellata dal dissesto idrogeologico che necessita non solo di finanziamenti ma di politiche inedite che consentano un nuovo dinamismo; per questo, nello scenario riformatore delle province, la Regione deve assumere un ruolo essenziale per garantire la qualità dei servizi e uno sviluppo innovativo.
La Cultura e il Turismo rappresentano un motore reale di crescita e di sviluppo per il futuro economico della nostra Regione: offrono un’opportunità unica in termini di nuova occupazione dove la specializzazione e l’innovazione dei settori garantiscono un surplus di applicazioni.
La Regione Liguria si deve fare interprete attivo di una nuova politica in ambito culturale-turistico cogliendo le opportunità offerte dallo scenario nazionale (Legge Bray 2013, Legge Franceschini 2014) e dal nuovo ambito europeo e internazionale . L’apatia che ha colmato il settore culturale deve cedere il posto a una nuova audace primavera.
Si promuovano strumenti estremamente innovativi che consentano l’inaugurazione dell’industria della cultura.
Occorre credere sulle potenzialità turistiche offerte dal nostro territorio, sfruttando la ricchezza del patrimonio storico-artistico-ambientale sostenendo progetti innovativi, traendo spunti dall’opportunità offerte da Europa 2020. Si crei a Genova il primo distretto culturale creativo, in grado di produrre, investendo sul binomio cultura-digitale.
Personalmente non ho scritto un programma elettorale e non ho intenzione di farlo; il mio contributo alla coalizione di Centrosinistra consiste nel presentare delle “idee per un programma costituzionale” da condividere e non da imporre attraverso la legge del più forte.
La Liguria può uscire dal suo isolamento politico-economico-geografico se saprà partire dal rispetto della Costituzione, dove principi e valori come il lavoro, i diritti civili, l’istruzione, la cultura, la famiglia e la salute devono essere i cardini di un programma concreto e non di un libro riempi scaffale.

LETTERA IN RISPOSTA A ENRICO MUSSO

Intervento pubblicato su IL SECOLO XIX , 10 dicembre 2014