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Primarie schedaLe primarie del centrosinistra per scegliere il candidato/a Presidente alle prossime elezioni regionali si svolgeranno domenica 11 gennaio 2015 dalle ore 8,00 alle ore 20,00. L’elenco dei seggi, allestiti su tutto il territorio ligure, in allegato a questo articolo

Possono votare alle “Primarie Liguria 2015” tutti i titolari del diritto attivo di voto per le elezioni regionali, i quali all’atto del voto sottoscrivano le “linee guida del centrosinistra per la Liguria”, accettino di essere iscritti nell’Albo pubblico degli elettori del centrosinistra.

Per essere ammessi al voto occorre esibire al seggio un documento d’identità e la propria tessera elettorale e versare un contributo di 2 Euro.

Ogni elettore può votare soltanto nel seggio corrispondente alla propria residenza.

Possono partecipare al voto anche i cittadini che abbiano compiuto i 16 anni entro l’11 gennaio 2015, nonché i migranti, regolarmente residenti nella Liguria, muniti di permesso di soggiorno, di documento d’identità e che abbiano compiuto 16 anni entro l’11 gennaio 2015.

Gli studenti e i lavoratori fuori sede, purché residenti in Liguria, possono votare in un Comune diverso da quello di residenza, previa richiesta entro venerdì 9 gennaio 2015 alle Commissioni Provinciali per le Primarie (Imperia, Savona, Genova, Chiavari e La Spezia) della provincia in cui si intende votare.

Per votare Massimiliano TOVO è sufficiente tracciare  una croce sul suo nome che troverete già stampato sulla scheda elettorale.

Elenco dei seggi disponibili :

Primarie 2015 – seggi Genova

Primarie 2015 – seggi Imperia

Primarie 2015 – seggi Savona

Primarie 2015 – seggi Tigullio

Primarie 2015- seggi La Spezia

Il Manifesto del nuovo Centro Sinistra

pelletsfusoL’aumento dell’iva sul pellet, dal 10% al 22%, previsto da un emendamento del Governo ed approvato dalla commissione bilancio del Senato, rischia di generare gravissimi effetti ancora una volta per l’entroterra ligure già duramente provato dalla crisi economica e il forte dissesto idrogeologico. Sono contrario ad un intervento che invece di aiutare i cittadini e le imprese, li punisce attraverso una scelta che deve essere assolutamente rivisitata.

Oramai sono molte le famiglie, anche in Liguria, ad usare il pellet per riscaldarsi, si tratta principalmente di famiglie che appartengono al ceto medio e popolare e credo che questa norma se verrà approvata in aula al Senato, senza interventi migliorativi, penalizzerà nuovamente i soliti noti.

L’aumento dell’Iva sul pellet così previsto si abbatte principalmente sul consumatore finale e risulta essere solo un’ingiustificata maggiorazione di cassa.

Il provvedimento non assicura i forzieri dello Stato: il mercato registrerà, con un aumento dell’Iva cosi proposta, una contrazione sui consumi di pellet, al punto che il gettito previsto sarà decisamente ridimensionato.

Un emendamento che non posso non definire paradossale, soprattutto se si considera che il gettito previsto dall’aumento dell’Iva dovrebbe servire all’istituzione di un fondo per la riduzione della pressione fiscale: se vogliamo aiutare i cittadini a pagare meno tasse facciamolo ma non prendendoli in giro: così si aggravano le condizioni economiche delle famiglie che già difficilmente arrivano a fine mese.

A chi in campagna elettorale promette la diminuzione delle tasse,dico, manifesti un impegno immediato per evitare l’avvento di questa assurdità. Impegnatevi a evitare nuove tasse, imposte o aumenti prima di annunciare ipotesi che rischiano di essere, per i nostri cittadini, favole per notti da incubo.

In ultimo ricordo che il pellet e’ un combustibile che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi prefissati da Europa 2020 in termini di energia termica rinnovabile sostituendo i combustibili fossili, pertanto colpire l’energie pulite non solo lede economicamente i cittadini ma non aiuta a raggiungere parametri fondamentali per il prossimo futuro.

Auspico un impegno da parte delle Istituzioni, in primis della Regione , affinché faccia pervenire questa istanza al Governo.

Non riduciamo la questione della riforma portuale a un mero teatrino politico, mettendo in scena uno scontro tra realtà savonese e genovese. Sarebbe un’emulazione triste oltre che dannosa all’intero sistema economico della nostra regione. Evitiamo ulteriori perdite di tempo, servono risposte in grado di cogliere l’esigenze del trasporto intermodale e una strategia logistica come stimolo per uscire dalla crisi economica garantendo un ruolo di crescita e di sviluppo.

La competitività del “sistema Liguria” non può prescindere dalla valorizzazione e ottimizzazione dei propri scali marittimi. La Liguria deve sfruttare in maggior misura i vantaggi derivanti dalla sua posizione e conformazione geografica che la rendono una naturale piattaforma logistica per tutto il centro-sud europeo. Arenarci sulla riforma tanto attesa accendendo una disputa tra annessioni o palesate conflittualità tra porto di Genova e porto di Savona non gioverebbe al superamento delle problematicità e criticità che limitano l’efficienza e la competitività .

Non credo che nessuno auspichi a ridurre o limitare l’autonomia locale,non si tratta di difendere il “vessillo di Genova” piuttosto che di Savona ma di promuovere un modello Liguria: superiamo gli elementi egocentrici che causerebbero l’asfissia dell’economia portuale ligure cogliendo, invece, lo spazio per una nuova visione più dinamica .

La riforma portuale non si può però fermare squisitamente sull’accorpamento delle autorità portuali ma occorre includere la prospettiva dell’autonomia finanziaria, senza questo elemento sarebbe una riforma dimezzata!

Prevedere, quindi, l’autonomia finanziaria dei porti è di vitale importanza, non si può rimandare ad ulteriori interventi legislativi. Si guardi a cosa succede nel nord Europa se vogliamo davvero dare un futuro all’economia della nostra regione. L’attuale congiuntura economica mondiale ha determinato una contrazione nei volumi dei traffici,occorre, pertanto, raggiungere maggiori economicità in termini monetari e di tempo. Una strategia logistica competitiva ha ripercussioni positive sull’intero assetto produttivo del territorio e conseguentemente sull’intero assetto socioeconomico del Paese, ma occorre dotare le autorità portuali di strumenti che consentano tali obbiettivi. L’autonomia finanziaria è oggi la verità copernicana dalla quale nessuna riforma può prescindere.

Ulteriori distrazioni sono da considerarsi nocive e contro tendenti al naturale sfruttamento delle potenzialità in essere.

Ferrovia Genova Casella 1 ©PGassaniIl servizio erogato dalla Ferrovia Genova-Casella riprenderà entro la fine del 2014.

Una garanzia che arriva direttamente dalla Regione Liguria, con l’assicurazione di AMT a onorare gli impegni assunti.

Dopo i gravi errori commessi nei mesi scorsi che hanno causato disagi agli utenti e non poche polemiche, AMT azzerando le operazioni sino ad oggi realizzate prevede una nuova gara (giugno) per assegnare i lavori di manutenzione straordinaria, con successivo inizio cantiere. Il restyling dovrebbe terminare entro quest’anno consentendo la ripresa del servizio ferroviario sostituito attualmente dai bus.

Ho appreso queste notizie nel corso della riunione tenutasi ieri pomeriggio, presso gli uffici dell’assessorato regionale ai trasporti.

Sono soddisfatto per il ruolo assunto dall’assessore Enrico Vesco, che ancora una volta si è rivelato fondamentale per una soluzione efficace. Non posso, altrettanto, esprimere il mio entusiasmo, soprattutto se considero le vicende precedenti che hanno causato un’inutile perdita di tempo. Sono, quindi, perplesso per una situazione poteva e doveva essere evitata. Esprimo, in merito agli impegni assunti ieri da AMT, la mia fiducia con diritto di riserva, precisando che su questo fronte i Comuni di Sant’Olcese e di Casella sono uniti e vigileranno.

L’intervento straordinario per la sostituzione del ponte di Fontanassa, doveva iniziare nell’estate del 2013 per terminare nello scorso autunno; purtroppo non è stato così ed entrambi le aziende che si erano aggiudicate l’appalto della gara, prima una e poi l’altra, hanno rinunciato all’esecuzione dei lavori, costringendo ad indire un nuovo bando.  Una pessima gestione che ha causato disagi all’utenza; per questo motivo i comuni di Casella e di Sant’Olcese hanno chiesto una revisione della politica tariffaria della bigliettazione, prevedendo una riduzione o un bonus di risarcimento.

Nel ricevere garanzie da parte della Regione Liguria, abbiamo espresso preoccupazioni giustificate e diffuse che vedono nella chiusura della Linea FGC un rischio elevato. Pericolo che vogliamo allontanare definitivamente. Mi auguro che al più presto abbiano inizio i lavori di restauro; la nostra attesa ha dimostrato pazienza, ma questa non è infinita.

Per evitare errori procedurali, che hanno causato il fallimento precedente, abbiamo chiesto di indire una gara d’appalto a “corpo” e non a “misura”, al fine  di scongiurare la lievitazione dei costi nel corso dell’intervento programmato.

Spiace doversi confrontare su questa triste realtà che poteva essere evitata, ma purtroppo la condizione odierna non consente diversamente da quanto avremmo sperato.

Con la aspettativa di vedere, nel più breve tempo possibile, la ripresa della circolazione del trenino di Casella nelle nostre vallate, avverto che non abbasseremo mai la guardia!