ATPfotoAnno nuovo, politica vecchia. Incettabile, in un momento economicamente critico, proporre un ennesimo aumento del biglietto per le corriere di ATP.  Sentirsi dire che aumentare il costo del biglietto è una scelta inevitabile per salvare ATP, è paradossale quanto allarmante. Definirla come la sorpresa di Natale o il carbone della befana, chiamatelo pure come credete, ma è una scelta che va respinta al mittente al quale chiediamo un cambio di marcia effettivo, invece di seguire ricette che prescrivono cure sbagliate e inefficaci se non nocive.

Le dichiarazioni che emergono in questi giorni dimostrano l’assunzione a politiche vecchie, usurate che hanno dimostrato il loro totale fallimento, e hanno prodotto la sterilità  assoluta se non addirittura risultati opposti agli annunci e assicurazioni che ci erano stati presentati e garantiti Sostenere  l’adozione di questa tipologia industriale non è  razionalmente accettabile.

Le politiche tariffarie imposte in questi ultimi due anni hanno favorito la disaffezione degli utenti, che sono scesi da 10 milioni di viaggiatori del 2010 agli 8 milioni del 2012. Inaccettabile, quindi, il nuovo aumento del biglietto per gli utenti ATP, magari solo per incrementare i bilanci di previsione, che irresponsabilmente invece di salvare l’azienda ne determinerebbero il sicuro fallimento. Non si può fare il conto senza l’oste, e occorre denunciare il rischio elevatissimo di spegnere ogni esile speranza volto a salvare ATP.

Il nuovo piano industriale che attendiamo di conoscere verte quindi sui tagli agli autisti, l’aumento del prezzo del biglietto, l’aumento della quota di compartecipazione dei Comuni, e magari una nuova razionalizzazione delle corse? Film già visti, dei quali purtroppo conosciamo già il triste finale.

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