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Massimiliano Tovo(ANSA) – GENOVA, 7 OTT – Il capogruppo regionale dell’Udc,

Marco Limoncini, appoggia la candidatura di Massimiliano Tovo

alle primarie del centrosinistra per scegliere il candidato alle

regionali del 2015. Lo ha annunciato lo stesso Limoncini a

margine del Consiglio regionale. Nelle scorse settimane, la

direzione regionale dell’Udc aveva invece preso le distanze

dalla candidatura di Tovo. Una parte del partito infatti

preferisce prendere tempo in attesa degli sviluppi delle

alleanze a livello nazionale.

“C’è un movimento di base all’interno dell’Udc che sostiene

invece la candidatura di Massimiliano Tovo alle primarie del

centrosinistra – ha spiegato Marco Limoncini -. Ci sono tanti

amministratori, consiglieri comunali e simpatizzanti in molti

medi e piccoli comuni che ritengono infatti tutt’ora valida

l’alleanza stretta con il centrosinistra. Nonostante la crisi

pensiamo che la maggioranza abbia funzionato bene e fatto buone

cose”.

L’ex sindaco di Cicagna parteciperà alla raccolta di firme a

sostegno della candidatura di Tovo: “lo farò in prima persona –

ha affermato Limoncini – così come sono pronti a farlo decine di

simpatizzanti dell’Udc. Vogliamo partecipare alle primarie e

vogliamo contribuire a scrivere il programma del

centrosinistra”. (ANSA).

Vi segnalo questa notizia appena pubblicata dall’ANSA

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Fiera-di-GenovaPoniamo fine a ogni ipotesi che sostenga la realizzazione di nuovi centri commerciali sul territorio genovese. Occorre invece rivitalizzare il suo tessuto economico, già duramente colpito dagli effetti della crisi. La proposta di costruire un centro commerciale sull’area della Fiera di Genova, oltre a essere una scelta miope e deleteria provocherebbe  uno tsunami per le attività economiche del centro cittadino, amplificando il decadimento in corso che non ha precedenti. Si abbia il coraggio di guadare alla definizione di nuove proposte che mirino a salvare e a rilanciare il settore del piccolo commercio, invece che  prestarsi a proposte perditempo.

La Giunta comunale deve assumere delle scelte urbanistiche chiare e necessariamente coraggiose e non limitarsi a “spot stagionali” che rischiano solo di  provocare allarmi giustificati. Da Ponte Parodi allo Stadio abbiamo sinora assistito a “un carosello di fumogeni” .

Senza timori si dica se Genova ha ancora bisogno di uno spazio espositivo di queste dimensioni, ma per favore evitiamo pannicelli caldi o soluzioni di compromesso che oltre a non dare una prospettiva di sviluppo non garantisce nessun margine di futuro.

Respingo, pertanto,  la proposta di delibera sulla realizzazione di un Centro Commerciale alla Fiera Di Genova, e invito la maggioranza a un ripensamento sottolineando inoltre che non si possono condividere neppure teorie di un commercio al dettaglio, ma solo un serio piano commerciale che la Giunta Doria deve dare, se in grado, alla città di Genova.

treno-578x289Trasporti: Tovo, Ferrovia Genova Casella fuori uso da 1 anno
Segretario Udc, a giugno scade termine per gara ponte Fontanassa
GENOVA
(ANSA) – GENOVA, 20 GIU – Massimiliano Tovo segretario dell’ Udc genovese ed ex assessore ai trasporti del Comune di Sant’Olcese, chiede notizie “certe” sul futuro della Ferrovia Genova Casella, ancora ferma per i lavori di ristrutturazione imposti dal Ministero. “Siamo stanchi di attendere, esigiamo notizie certe e non chiacchiere. Amt aveva assicurato – ha dichiarato Tovo – che entro giugno sarebbe stata bandita la gara per l’affidamento dei lavori di ristrutturazione del Ponte Fontanassa, ma giunti quasi alla fine del mese non abbiamo ancora novità in merito, e considerati i precedenti siamo molto preoccupati”. Tovo ha spiegato che “il trenino di Casella è fermo da quasi un anno per l’intervento di ristrutturazione e sostituzione urgente (essendo scadute le proroghe concesse dal ministero dei trasporti) dei ponti metallici di Crocetta I e Fontanassa. Sottolineo che i lavori non sono ancora iniziati in quanto le due ditte che si erano aggiudicate le due gare precedenti hanno successivamente rinunciato all’incarico, generando di fatto l’avvio per una terza gara. Questa situazione ha determinato un lassismo gestionale che non ha precedenti nella storia della Fgc con danni che si sono abbattuti sia sull’utenza sia sull’ attività economiche ricettive delle nostre vallate”. “Dopo aver licenziato il direttore di esercizio a fine aprile, contrariamente a quanto avvenuto con la Granarolo, ad oggi non è giunta ancora la nuova nomina da parte del Ministero per la Fgc, un segnale che in molti interpretano come di cattivo auspicio nella prospettiva di una celere riapertura della ferrovia. Senza la nomina del nuovo direttore d’esercizio la ferrovia non può riaprire. Cosa aspettiamo”?(ANSA).

Città metroFoto“La stagione delle riforme è necessaria al rinnovamento dell’assetto istituzionale del nostro Paese: queste però dovrebbero seguire il buon senso e la responsabilità, qualità che non sempre emergono nel legislatore di turno. Passano i governi ma restano lacune che rischiano di far naufragare non solo un processo riformatore ma di far saltare l’intero ordinamento dello Stato. Sono in gioco la qualità della democrazia e la funzionalità delle istituzioni. Il rischio di creare una degenerazione istituzionale è sottovalutato nonché preoccupante.

L’abrogazione della Provincia di Genova e la nascita della città metropolitana si verificano non attraverso una revisione costituzionale ma con una legge di transitorietà (elemento riconosciuto paradossalmente peraltro dalla stessa legge all’articolo 5), violando il giudicato della sentenza n. 220 del 2013 della Corte costituzionale e non rispettando il normale processo come previsto  per le riforme costituzionali.

Comprendo che il Governo non avesse margini di scelta se non affidarsi a una legge pericolosamente degenerativa, per evitare nuove elezioni provinciali, che per effetto della sentenza avrebbero potuto tenersi lo scorso 25 maggio.

La legge è quindi il frutto di una corsa contro il tempo e ripresenta  gli errori già giudicati e condannati che non onora di certo il riformatore. La legge non quantifica il risparmio della spesa pubblica, se non quello misurabile per le indennità di carica pari a 104 milioni di euro circa, che corrisponde allo 0.0130 della spesa pubblica. ( un F35 costa dai 120 ai 130 milioni di euro).

La città metropolitana è prevista come ente di II° livello, pertanto non saranno i cittadini a scegliere i loro rappresentanti ma gli elettori “attivi” saranno solo i consiglieri comunali. Il sindaco della città metropolitana sarà il sindaco del capoluogo, legittimando di fatto una “discriminazione democratica” che consentirà ai cittadini di Genova città di eleggere il proprio sindaco indicando contemporaneamente il sindaco metropolitano, mentre  i cittadini dei rimanenti comuni (66) potranno eleggere il loro sindaco ma non quello metropolitano che invece  “subiranno” . Si creano così cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Dubbia la rappresentatività democratica del Consiglio metropolitano che potrebbe non corrispondere alla geografia politica genovese( non esiste nessuna garanzia per le minoranze, opposizioni). La città metropolitana così istituita è troppo “genovacentrica”: il futuro del Consiglio metropolitano e del suo sindaco dipendono direttamente da quello della città di Genova: se il Sindaco di Genova rassegna le sue dimissioni cade automaticamente anche la città metropolitana;Il Sindaco e il Consiglio metropolitano non possono essere sfiduciati da parte della Conferenza dei sindaci che non può esprimere nessun giudizio politico e indicazione amministrativa.

Per le ragioni appena espresse la conferenza dei sindaci si rivela un organo inutile. Gli organi della Città Metropolitana sono tre: Sindaco, Consiglio metropolitano e Conferenza dei sindaci. Nessun organo è eletto attraverso il suffragio universale, questa condizione  viola gli obblighi internazionali previsti dalla Carta Europea delle Autonomie, la quale prevede che almeno uno degli organi collegiali siano espressi attraverso l’elezione diretta. La Città Metropolitana. potrebbe prevedere l’elezione del sindaco, attraverso il suffragio universale solo”scorporando” il comune capoluogo in altri comuni, possibilità non concretizzabile in quanto in conflitto con i dettami della Corte dei Conti che mira più alla fusione dei comuni che ai frazionamenti per limitare la spesa pubblica”.

Questo mio intervento è stato pubblicato ieri (8 giugno 2014) come Punto di Vista sulle pagine de Il Secolo XIX

ChiaviCon la consegna delle chiavi e la partecipazione all’ultima Giunta comunale, appena conclusa, termina ufficiosamente il mio mandato di assessore del Comune di Sant’Olcese.

Desidero ringraziare tutte le persone che in questi 5 anni mi sono state particolarmente vicine, con suggerimenti ed idee supportandomi in un percorso importante nell’interesse della collettività. Spero di non aver deluso le aspettative e la fiducia che mi fu data nell’espressione del voto popolare del 6 giugno del 2009, come mi auguro di non essere venuto meno alle attese del Sindaco Angelo Cassissa che mi chiamò quale componente della sua giunta.

Con oggi termina un’esperienza che per gli insegnamenti ricevuti porterò sempre con me come ulteriore arricchimento del mio bagaglio personale. Sono stati cinque anni, di non sempre facile amministrazione, caratterizzati dalla grande crisi economica che ha purtroppo determinato gravi conseguenze nella gestione delle politiche locali. Siamo comunque riusciti a superare le diverse avversità rimanendo uniti rifiutando logiche populiste che avrebbero trovato un più facile consenso.

Ho cercato di esaurire il mio compito di assessore pensando prima di tutto al territorio, non so se sono riuscito completamente in questo esercizio, per questo motivo chiedo scusa a tutti coloro che posso aver deluso e non soddisfatto: sarebbe troppo facile congedarsi pensando esclusivamente ai fattori postivi riscontrati senza interrogarsi sui motivi “meno gloriosi”.

Ringrazio tutti i consiglieri comunali, i miei colleghi di Giunta e il Sindaco per questo periodo che oggi si conclude.

In totale autonomia ho scelto di non ricandidarmi per lasciare l’opportunità ad altri di poter partecipare all’amministrazione del nostro Comune: ritengo questa scelta un processo di educazione civica nel quale è importante coinvolgere la partecipazione della cittadinanza. Solo avvicinandosi alla macchina amministrativa sì è in grado di comprendere, passando dalla fase del “mugugno” all’azione di responsabilità.

In questi giorni molti mi hanno circondato di sincero affetto e assicuro che il mio impegno per Sant’Olcese non cesserà ma continuerà nel ruolo di civico cittadino di questo territorio.

Al nuovo assessore che mi succederà assicuro la piena disponibilità nel passaggio delle consegne e il mio supporto ogni qualvolta lo riterrà opportuno.

Il 16 giugno del 2009 il Sindaco Angelo Cassissa mi conferiva la nomina di assessore del Comune di Sant’Olcese con le deleghe al turismo, alla Cultura, Commercio, Politiche giovanili, trasporti e relazioni esterne, oggi 22 giugno 2014 sono arrivato alla fine del viaggio e in via ufficiosa si conclude il mio mandato istituzionale. Grazie Angelo, per aver creduto in me, grazie per avermi dato questa possibilità.

Grazie Sant’Olcese: servirti è stato per me un grande onore !!!

Massimiliano Tovo

treninoCasella“Le previsioni sulle sorti del Trenino che collega Genova a Casella sono sempre più fosche. Infatti il treno è fermo da troppo tempo e il timore è che continui ad esserlo per sempre, anche perchè cantieri non se ne vedono. Una situazione che ha messo in allarme i residenti e gli enti locali, il trenino resta comunque un collegamento tra Piazza Manin e l’entroterra. Poprio in virtù di questa preoccupazione, l’assessore ai trasporti del comune di Sant’Olcese Massimiliano Tovo, si appella alla Regione Liguria”

Dal sito internet di Telenord

Guarda il video Trenino Genova – Casella: Tovo si appella a Vesco

 

 

 
 
 
 

 

Centrale latteLa proposta di Massimiliano Tovo

E se vi dicessero che la crescenza della focaccia di Recco, un’eccellenza ligure in tutto il mondo, viene prodotta nei caseifici di Bergamo, Novara, e perfino Treviso. Ma nessun stabilimento ligure? E che quindi dopo essere stata prodotta a Bergamo, Novara e Treviso viene riportata in Liguria per essere poi infornata insieme alla focaccia? Anomalie tutte italiane. Con tanto di aumento di costi per il trasporto quindi alla vendita. Ma non finisce qui, perche se fino al 2012 vigeva l’obbligo per chi produceva crescenza di utilizzare soltanto latte della Liguria, ora questo obbligo non esiste più. Quindi , la focaccia al formaggio che gustate in ogni momento, ha un ripieno che è stato prodotto in tutte le altre regioni italiane, tranne che in Liguria. E allora i cosidetti marchi Dop e simili che fine fanno? Ma il punto della questione ora non sono le certificazioni Dop/Igp, quanto la possibilità di sfruttare l’ex centrale del latte di Genova chiusa da più di un anno oramai, perché considerata strategicamente non utile, per produrre qui la crescenza e di nuovo il latte.

“E’ notizia di qualche settimana fa l’interessamento di un imprenditore a rilevare la vecchia centrale del latte di Genova – spiega Massimiliano Tovo, segretario cittadino dell’UDC_. Già prima della chiusura, avevo proposto di mantenere viva l’attività dell’azienda aumentando la produzione e facendo anche la crescenza. Se la Parmalat non è più interessata al latte ligure, allora diamo una differenzazione della centrale del latte e produciamo la crescenza”.

In questo modo, continua Tovo, si salterebbero tutti i passaggi che ora impongono di trasferire la crescenza dai caseifici dove viene prodotta alla Liguria. “ oggi si può comprare una crescenza che è stata fatta ad aSti o a Torino. Solo a Rossiglione, questo tipo di formaggio viene prodotto con latte ligure”. Secondo Tovo. Le istituzioni locali Regione e Comune dovrebbero farsi promotrici di un tavolo concreto a cui far sedere gli imprenditori interessati a produrre un’eccellenza, tanto più a chilometro zero. E mentre i dipendenti dell’excentrale hanno visto fermarsi le trattative delle aziende capitanate da Confindustria per trovare un’intesa con Parmalat per l’acquisizione delle aree di Fegino, con l’avvicinarsi del termine di scadenza della cassa integrazione a settembre, senza alcuna garanzia per altri ammortizzatori sociali, i produttori di latte di latte liguri invece sembrano non aver ancora sentito il contraccolpo della chiusura perché il loro latte – spiega Tovo- viene ancora acquistato da Parmalat”.

Giulia Guerri

Pubblicato sulle pagine de Il giornale della Liguria, 22 aprile 2014

 

 

ANNUNCIO E DIETROFONT IN DUE GIORNI.

TOVO: ” NON CI HANNO AVVERTITI”

ATP PASTContrordine passeggeri. Ha tutta l’aria di essere un vero e proprio pasticcio, la vicenda del nuovo orario cambiato all’ultimo momento e altrettanto velocemente ritirato sulla linea E dei pulman ATP che attraversano Sant’Olcese e Serra Riccò. Nei giorni scorsi infatti,(mercoledì e giovedì) agli utenti dei bus azzurri che viaggiano su quella tratta è stato distribuito direttamente sulle corriere un nuovo orario in vigore da oggi. Quindi con un margine piuttosto ristretto. Ma quella stessa comunicazione, già il giorno dopo, (venerdì pomeriggio) non era più valida. Quindi oggi ( e nei prossimi giorni) tutto resta come prima. Se qualcuno non ci avesse capito gran che, oltre a essere ampiamente giustificato,potrebbe provare a seguire il racconto dell’assessore ai Trasporti di sant’Olcese Massimiliano Tovo, che tenta di ricostruire la vicenda. “Da qualche tempo si parla di spostare il capolinea della linea E di ATP dai portici adiacenti a Nostra Signora della Neve al Giro del Vento sempre a Bolzaneto – spiega Tovo- Un trasloco ritenuto necessario dopo le proteste di alcuni abitanti. Ma questa decisione presenta due problemi fondamentali. Per prima cosa, in questo modo, si allungano il percorso e i tempi di percorrenza. E visto che i lavoratori di ATP non possono fare straordinario, a seguito della situazione di crisi dell’azienda, si rischia seriamente che alcune corse saltino. E poi noi , come Comune di Sant’Olcese ( ma anche l’amministrazione di Serra Riccò) abbiamo un accordo di programma con ATP e queste decisioni devono essere prese insieme. Invece il cambiamento è stato fatto in modo unilaterale. Dopo le nostre proteste l’azienda è tornata sui propri passi. Anche se il percorso si allunga vorremmo capire chi è che paga quei chilometri in più, visto che riguardano il Comune di Genova”.

Diego Curcio

Pubblicato sulle pagine de Il Corriere Mercantile, 20 Aprile 2014

IMG_3292Quando si giunge alla fine di un viaggio come quello di un’esperienza da amministratore del tuo comune, non ti resta che tirare le somme per una serena e personale valutazione.
Aver servito per questi dieci anni il comune di Sant’Olcese è stato per me un onore, che ho potuto vivere prima come semplice consigliere e successivamente da assessore.
Guardo soprattutto a questi ultimi cinque anni  che ora volgono  al termine e mi interrogo sulla qualità del servizio che ho dato alla comunità di Sant’Olcese. Ho sempre cercato di lavorare sia per non deludere il sindaco Angelo Cassissa che mi ha voluto come assessore della sua giunta, sia per non tradire la fiducia che i concittadini mi avevano attribuito attraverso le elezioni.
Ho operato cercando di rispondere al meglio, anche se sono consapevole che avrei certamente potuto dare di più e che oltre ai buoni risultati portati a casa esistono anche errori che avrei potuto evitare. Nel tracciare un bilancio emergono  elementi positivi e negativi. In politica si ricordano sempre e solo i trionfi mai le sconfitte. Credo quindi che sia giusto evidenziare gli aspetti che hanno caratterizzato questo percorso scegliendo solo due esempi, uno positivo e l’altro negativo.

1)L’aver voluto l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, si è rivelata l’azione che mi ha dato maggiori soddisfazioni con risultati sorprendenti. Partito come esperimento oggi il CCR si è affermato come una realtà solida del nostro territorio che proseguirà anche dopo la mia funzione. Un’eccezionale occasione di crescita civica per le giovani generazioni che potrà migliorare con il contributo di tutti.

2)Avrei desiderato realizzare una biblioteca comunale, come ulteriore luogo d’incontro per i nostri cittadini. Una biblioteca dove i nostri giovani avrebbero potuto sfruttare gli spazi per motivi di studio e gli adulti per interessi culturali. Pensavo che sarebbe stato bello offrire un servizio bibliotecario dove poter chiedere in prestito libri o consultare giornali o ancora dove poter realizzare appuntamenti culturali rivolti a tutta la popolazione. Amaramente devo riconoscere di non esserci riuscito; dopo aver avviato una fase progettuale ho dovuto arrendermi davanti alle difficoltà imposte dal Patto di Stabilità che non avrebbe consentito l’assunzione di nuovo personale.