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treno-578x289Arrivano, dunque, buone notizie per il nostro tanto amato trenino di Casella. Così almeno sembra. Non vorrei apparire scaramantico, ma considerate le circostanze precedenti, una timida diffidenza frena l’entusiasmo dovuto. Questa volta a differenza dell’anno scorso non esulto, perché preferisco attendere e guardare i fatti per come evolveranno. Troppe volte nel mio mandato da assessore ai trasporti del comune di Sant’Olcese ho assistito a promesse e impegni che sono caduti nel dimenticatoio, anche se riconosco che non è mai mancato da parte della Regione Liguria un impegno preciso che sino ad oggi ha consentito di salvare la Ferrovia Genova Casella.

Accolgo le notizie relative ai lavori di ristrutturazione sulla linea ferroviaria, come una buona novella nella speranza che sia la volta buona. Non voglio apparire pessimista semmai speranzoso, ma sono obbligato a ricordare a tutti che più di un anno fa nel corso di diverse riunioni erano state date assicurazioni che non sono state rispettate. Ho denunciato più volte il venire meno di questi impegni che puntualmente venivano rinnovati: essere scettici in questo caso non lo considero un fattore disfattista.

Speriamo, davvero, che sia la volta buona perché non si può più tollerare il continuo rinvio delle gare d’appalto: le risorse economiche ci sono e quindi i lavori di restauro siano realizzati il più presto possibile.

Perdonate la franchezza di quest’articolo …

 

Leggi articolo su Il Secolo XIX , Trenino di Casella si riparte

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treno-578x289Genova-Casella Regione, mazzata sulla Ferrovia

Il Caso: Dopo i ritardi sul restyling che da sette mesi bloccano l’impianto

Vesco: “Visto che Amt usa i bus sostitutivi non possiamo pagarle i treni”

Il servizio fermo da novembre

Tovo: “Subito il bando”

 

Addio al trenino di Casella? Appaiono sempre più fosche le previsioni sul futuro della ferrovia scartamento ridotto che collega Genova alla Valle Scrivia. Un servizio molto amato dai pendolari e dai turisti, che però non viene erogato dall’inizio del novembre  scorso, a causa di intervento strutturale mai partito.

Sette mesi senza trenino e senza cantiere, che hanno messo in allarme abitanti ed enti locali. I lavori che avrebbero dovuto rimodernare la linea (l’ufficio speciale trasporti a impianti fissi aveva chiesto di mettere in sicurezza il ponte della Fontanassa, sostituendo una passerella provvisoria dal 1953) sono ancora fermi al palo. Anzi manca persino un bando di gara, visto che i due precedenti sono stati un flop a causa di un progetto sbagliato (si dice che sia proprio per questo che AMT ha recentemente licenziato il direttore d’esercizio). Adesso però, dopo l’ultima risoluzione del contrato con la dita appaltatrice che si era ritirata a fine anno, AMT  non ha ancora emesso un nuovo bando e, da novembre, gli utenti del Genova-Casella, devono accontentarsi di un servizio di autobus sostitutivo che non piace a nessuno. Oltre ai passeggeri – non parliamo dei turisti, perché l’attrativa era il trenino in sé e quindi quel capitolo al momento resta chiuso- ad avere i nervi a fior di pelle è soprattutto la Regione, proprietaria dell’impianto, che adesso medita di ridurre i contributi erogati ad AMT per questo particolare servizio. Si tratta di poco più di 15 milioni di euro più iv in dieci anni, che comprendono il servizio ferroviario (168 mila chilometri all’anno) la gestione e gli interventi di manutenzione ordinaria. La Regione inoltre ha pagato anche i 370 mila euro necessari a sistemare il ponte Fontanassa e quello di Crocetta (l’altro intervento strutturale previsto in questi mesi e ancora inspiegabilmente fermo, nonostante non presenti le criticità della passerella del ’53). “ Sia chiaro – spiega l’assessore ligure ai trasporti Enrico Vesco – non dico che abbiamo intenzione di tagliare i contributi al treninodi Casella: ma se Amt al posto di fornirci il servizio ferroviario per il  quale abbiamo stipulato un contratto utilizza degli autobus sostitutivi per un problema che essa stessa ha causato, allora la Regione pagherà solo per quei bus, e non per i treni. Oggi la Genova-Casella è chiusa. Ma i lavori sarebbero già dovuti partire parecchi mesi fa. I contributi che eroghiamo ad Amt che questo tipo di servizio non sono come quelli che forniamo per il tpl genovese. Con questi soldi paghiamo determinate prestazioni. Se queste vengono fornite regolarmente lo stanziamento resta intatto, ma se il servizio è parziale o viene effettuato con altri mezzi siamo costretti a ridurlo”. Parole che suonano come un ultimatum ad Amt.

Secondo l’assessore ai trasporti del comune di Sant’Olcese Massimiliano Tovo, un eventuale riduzione dei fondi regionali, rischierebbe di “ fornire ad Amt la scusa per sopprimere definitivamente il trenino. Il Genova-Casella – dice- va preservato: è una grande attrazione turistica per il nostro entroterra ed è un mezzo pubblico fondamentale per chi vive in Valle Scrivia. Sono stati spesi 10 milioni di euro negli anni scorsi per il ripristino di questa ferrovia. Non possiamo vanificare questi investimenti”. Tovo chiede ad Amt di accelerare i tempi per l’assegnazione dei lavori. “ Entro il mese di giugno- conclude l’assessore del Comune di Sant’Olcese – bisogna aprire la gara d’appalto e settembre partire con il cantiere, in modo che entro l’anno l’intervento  possa essere concluso. Questa storica ferrovia deve tornare a funzionare regolarmente. Amt si assuma le proprie responsabilità”.

Diego Curcio, Pubblicato il 15 maggio 2014  sulle pagine del Corriere Mercantile

 

treninoCasellaHo chiesto un incontro urgente con l’assessore ai trasporti della Regione Liguria, Enrico Vesco, al fine di fare luce su alcune notizie che circolano in merito alla Ferrovia Genova-Casella. È indispensabile comprendere la veridicità di queste voci per decifrarne anche un’ipotetica matrice “terroristica”, che ha interesse a eliminare questo servizio

Sono stanco di continuare ad assistere, da parte di alcuni soggetti, ad atteggiamenti gravemente offensivi che ledono e non tutelano gli interessi dei cittadini; assurdo verificare che chi dovrebbe gestire e garantire una ripresa del servizio del trenino di Casella in realtà lo sottopone a un forte rischio di soppressione.

Le giustificazioni palesate da AMT o dall’assessorato ai Trasporti  del Comune di Genova, non reggono di fronte  ad una mancata volontà di ripresa concreta del trenino di Casella, non si è investito ragionevolmente sulle potenzialità sia in termini turistici sia in utenza pendolare. Non si può scaricare continuamente le proprie responsabilità su altri, questo gesto, mi dispiace constatarlo, evidenzia un disinteresse inequivocabile. Spero di essere smentito.

In questi anni ho potuto appurare la mancata presentazione di un serio piano industriale che fosse in grado di garantire un efficace ripresa del servizio della FGC, e che oggi compromette seriamente la continuità del servizio.

Mi rivolgo a questo punto all’assessore Vesco,l’unico che in questi anni ha garantito non solo la ripresa del servizio FGC, ma ne ha anche assicurato, pur con le tante difficoltà riscontrate,  la continuità, ed è per questo motivo che lo considero l’unico punto di riferimento possibile in un momento così intensamente delicato.

È vero che lo Stato da alcuni anni non verserebbe più i finanziamenti garantiti dalla Legge n 297 del 1978, necessari per il funzionamento della FGC? E che nel frattempo la Regione si è assunta l’onore di questa garanzia per non interrompere un servizio così prezioso per i cittadini? (Intervento del quale sono chiaramente riconoscente) Voce che se fosse confermata potrebbe realmente compromettere il futuro del trenino di Casella: le risorse economiche della Regione Liguria destinate ai trasporti, già decurtate dai continui tagli imposti dalle politiche nazionali, non sarebbero più sufficienti se il Ministero dei Trasporti non onorasse più questo impegno, in virtù di normative contenute nella degenerante “spending review”.

Ringrazio la Regione Liguria che in questi anni non ha mai fatto mancare il proprio appoggio, sia alle Istituzioni interessate, sia agli utenti del trenino di Casella assumendo un ruolo primario e garante nella continuità del servizio erogato. La Regione Liguria ha investito importanti risorse economiche destinate al restauro del materiale rotabile che ha consentito la ripresa del servizio. Importanti lavori sono stati eseguiti in questi anni, e l’intervento di manutenzione straordinaria che ha portato alla sostituzione del ponte di Fontanassa, grazie a un finanziamento regionale, è stato colto dalle tre vallate percorse dal trenino di Casella,  come un elemento positivo. Peccato che sul controllo dei lavori AMT non abbia esercitato la sua oggettiva responsabilità.

Genova CasellaChe fine hanno fatto i lavori di manutenzione straordinaria previsti il località Fontanassa sulla linea Genova Casella ? A giugno mi ero pronunciato con soddisfazione per la programmazione dell’intervento, che prevedeva la sostituzione del vecchio ponte con una nuova struttura. La Regione Liguria infatti aveva stanziato circa 370.000 euro per provvedere alla messa in sicurezza della linea, lavori di natura inderogabile. Senza questa tipologia di intervento, il nostro tanto amato trenino di Casella si sarebbe fermato, e invece la volontà rappresentata dall’Assessore Vesco era accolta come elemento di garanzia. E tutt’oggi per me l’assessore regionale ai trasporti rimane l’unico riferimento di fiducia in questa complessa situazione.

In questi ultimi anni sono stati spesi molti soldi per il restauro della linea, con differenti interventi che hanno salvato il servizio e assicurato la ripresa. Quasi 4 milioni di euro ammonta il totale delle risorse impegnate, e altre con fatica si cerca di recuperarle per garantire il completo ripristino della ferrovia.

Purtroppo i lavori che dovevano iniziare, non sono ancora partiti, nel frattempo il trenino non circolo e il servizio è sostituito con bus. I lavori dovevano essere consegnati prima dell’autunno in prima istanza, in seconda prima di Natale e si era pensato aun’inaugurazione per il 6 di gennaio. Ma ad oggi noi non sappiamo ancora se gli interventi programmati, sia in Fontanassa che il località Orero, siano iniziati e non conosciamo a questo punto il termine reale per la consegna.  A questo punto non nascondo la mia totale preoccupazione: le risorse economiche ci sono, perché si tarda con l’avvio del procedimento? Non vorrei che la Ferrovia Genova Casella entrasse nel tunnel italiano di quegli appalti che iniziano ma non si conosce mai la fine. Una condizione, che mi auguro sia sfatata.

Nell’estate del 2012  il Consiglio Comunale di Sant’Olcese approvava due ordini del giorno, uno di maggioranza e uno della minoranza, con l’intento e l’impegno di lavorare per garantire un futuro al ”trenino di Casella”, sia sotto la valenza per in pendolari (studenti e lavoratori), sia sotto il profilo turistico. Tra qualche mese scadrà il mio mandato, le dichiarazioni rilasciate a Diego Curcio del Corriere Mercantile, rispondono a quell’impegno che ho ricevuto e che, seppur con molte difficoltà, cerco di onorare. Denunciare la mia preoccupazione spero possa aprire un margine di garanzia, che ad oggi stando le cose è molto limitato.

 

Qui sotto il testo pubblicato oggi sulle pagine del   Il CORRIERE MERCANTILE 

GENOVA-CASELLA, LAVORI AL PALO E TRENINO FERMO

Anche la seconda ditta vuole rinunciare. Tovo: “Serve chiarezza”

Da tre mesi, L’intervento di messa in sicurezza non è mai partito

“Il trenino di Casella è fermo da tre mesi. Quasi quanto sarebbero dovuti durare i lavori di manutenzione straordinaria per metterlo in sicurezza. L’intervento era previsto per la fine dell’estate, ma non è mai partito, nonostante la Regione Liguria (proprietaria della linea) abbia stanziato 370 mila euro. Più che corsi e ricorsi ai tribunali amministrativi – come avviene spesso in caso di lavori pubblici-  a bloccare i lavori 8 o sarebbe meglio dire a non farli neppure partire) sembra il solito pasticcio. Ed è la stessa Amt, che dal 16 aprile 2010 gestisce la storica linea ferroviaria a scartamento ridotto (uno degli ultimi casi in Italia), ad ammettere in effetti, qualche problema di natura economica con la ditta appaltatrice ci sarebbe (si parla addirittura di “precontenzioso” ).

Tutto nasce l’anno scorso quando l’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi), un organo periferico del ministero dei trasporti incaricato di verificare la sicurezza degli impianti (fra cui il Trenino di Casella), ha chiesto di sanare una questione che si trascinava oramai da 60 anni. Stiamo parlando del ponte in località Fontanassa (vicino a Sant’Olcese): una passerella “provvisoria” sistemata al posto del ponte vero e proprio che nel 1953 era stato spazzato via da un’alluvione. In sei decenni, però, come spesso accade in Italia, il ponte provvisorio non è mai stato sostituito ed è diventato definitivo (senza però esserlo davvero). E così si è deciso, finalmente, di intervenire. A pagare i lavori c’ha pensato la Regione mettendo sul piato 370 mila euro. E visto che l’autorizzazione del trenino sarebbe scaduta – in mancanza di restyling del ponte – il il 30 settembre, si è deciso di far partire l’intervento- stimato in 120 giorni – ad agosto. Rinunciando a parte della stagione turistica si sarebbe evitato di incidere troppo sul trasporto pendolare (secondo i dati di Amt si tratta di 250 mila passeggeri all’anno su circa 10 copie di treni al giorno). A quel punto è partita la gara di appalto, ma la ditta vincitrice, all’ultimo ha deciso di rinunciare. La ferrovia scartamento ridoto è rimasta aperta grazie a una proroga di poco più di un mese, ma ha dovuto chiudere nei primi dieci giorni di novembre, con la promessa che i lavori sarebbero partiti, dopo una seconda gara, il mese successivo. A fine gennaio, però ci troviamo al punto di partenza. La linea è chiusa- anche se Amt ha istituito un servizio sostituivo di autobus che copre l’intera tratta- e i lavori non sono mai iniziati.

A puntare il dito contro l’Azienda genovese è Massimiliano Tovo, segretario provinciale dell’UDC e assessore ai Trasporti di sant’Olcese (il comune che ospita il 70 % delle fermate del trenino). “ Amt è evasiva sul destino della Genova – Casella- accusa Tovo- Durante una riunione di alcune settimane fa il presidente Ravera non sapeva neppure se i lavori fossero iniziati o meno. Per risistemare questa linea sono stati spesi 4 milioni di euro e sono stati persino progettati nuovi treni. Ogni anno il governo stanzia una cifra ben precisa per la Genova – casella, non vorrei che quei soldi, con la scusa che la linea è chiusa, venissero usati per ripianare il debito di Amt.”

Preoccupato per i lavori che stentano a partire anche l’assessore ai Trasporti della Regione Enrico Vesco, che presto convocherà i pendolari. “Abbiamo intimato al comune di Genova e ad Amt, che hanno gestito la gara, di far ripartire i cantieri – sottolinea l’esponente della giunta ligure- Sappiamo che anche con la seconda ditta ci sono dei problemi. Ma visto che paghiamo per questo servizio, vorremmo che si arrivasse il prima possibile a una soluzione”. Diego Curcio , 28 gennaio 2014

Ascolta l’intervento a Primocanale