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“Facciamo una App del Carlo Felice: arie d’opera dalla vastissima audioteca del teatro, scaricabili su iPhone a qualche centesimo di euro. Non è solo una questione economica , ma di promozione culturale mondiale”: la proposta è di Massimiliano Tovo, segretario cittadino dell’Udc (e candidando alla presidenza della regione). Studia il Carlo Felice e la potenzialità culturali e turistiche di Genova da un po’ e soprattutto ha visitato l’audioteca del teatro, un patrimonio enorme, inaccessibile al pubblico.

“Al Carlo Felice sono conservate tutte le registrazioni di tutte le opere e tutti i concerti realizzati dalla sua rinascita –dice Tovo – allora perché non fare sistema, in questa città, e chiedere a un’azienda hi-tech o alla stessa Iit di mettere a punto un’App, un’applicazione Carlo Felice, grazie alla quale, su iTunes, in tutto il mondo, anche per pochi centesimi , si possano scaricare brani d’opera che sono risuonati su questo palcoscenico? Sarebbe un introito per il teatro e soprattutto una promozione formidabile”. Non si tratta di “tradire” l’opera italiana, secondo Tovo: “ma di solleticare il pubblico con incisioni storiche, tanto da portarlo qui”.

Immagina il Carlo Felice come il centro di un “distretto culturale creativo”, Tovo, messo in rete, ma centro indiscusso con tutte le altre realtà culturali della città, dai musei alle stesse vie del Centro storico. “Genova deve diventare come Manchester – spiega – negli anni ’90 ha creato, con il proprio distretto culturale, 22.000 posti di lavoro”

Michela Bompani

La Repubblica, Genova , 27 settembre 2014

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