Postain ritardoHo ricevuto nelle ultime settimane un numero crescente di segnalazioni da parte di residenti nell’entroterra genovese che reclamavano ritardi sulla consegna della posta. Si è registrato un accumulo di ritardo intollerabile:le bollette vengono recapitate anche 15 giorni dopo, come la posta ordinaria e le stampe. Nel caso specifico delle bollette gli utenti, dopo la beffa, devono pagare le morosità negli accrediti successivi. In alcuni casi, che ho potuto verificare personalmente, una compagnia telefonica ha addirittura sospeso il servizio a causa del ritardo nel pagamento.

Ieri mattina una signora ha ricevuto la bolletta telefonica che avrebbe dovuto essere pagata entro il 9 luglio. La donna anziana, mi ha esposto le sue preoccupazioni sulla probabile sospensione del servizio, sottolineando che questa situazione non dipendeva direttamente da lei.

Ho voluto citare questo esempio, che mi è stato sottoposto ieri per sottolineare un problema cronico che negli ultimi mesi ha purtroppo danneggiato in modo significativo l’entroterra valpolceverasco, e che in questo periodo estivo raggiunge un apice davvero preoccupante.

La qualità del servizio erogato compromette sia gli interessi dei singoli cittadini,  sia le imprese che si vedono addebitare ingiustamente i costi delle morosità dalle società di fornitura.

I comuni della Val Polcevera non possono continuare a essere penalizzati ulteriormente da questa grave disfunzionalità organizzativa di Poste Italiane.

Il problema principale è legato, probabilmente, alla carenza di personale fra i cosiddetti postini, con una quota consistente  in scadenza contrattuale e continuamente sostituito. Sono gli effetti evidenti di una organizzazione, quella attuata da Poste Italiane, che ricorre sempre più a personale precarizzato, compromettendo la funzione principale dell’Ente pubblico.

La questione della precarizzazione dei postini colpisce la qualità  dei servizi con cui i cittadini devono successivamente fare i conti. Si tratta di una situazione insostenibile sia per i lavoratori, sia per chi subisce i ritardi, anche eccessivi, nella consegna della corrispondenza. In ultimo sottolineo che lo sproporzionato ricorso ai turn over dei postini ha provocato  una serie di altri disagi, dovuti ad un personale che, essendo sempre in scadenza, non solo conosce poco il territorio di sua competenza, ma non ha neppure il tempo ad assumere l’adeguata conoscenza geografica.

Poste Italiane dovrebbe pensare di più alla sua missione di servizio pubblico piuttosto di potenziare la rete vendita: di questo passo assumerà le connotazioni di un centro commerciale negando la sua vocazione.

Auspico un’azione comune dei sindaci della vallata, da parte mia contatterò direttamente la direzione regionale di Poste Italiane e non escludo altri ricorsi presso sedi più istituzionali.

Questa è un’emergenza, una piaga pagata a caro prezzo dai cittadini: serve una soluzione immediata e se sarà il caso, promuoverò una class action all’Antitrust .

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