genova_lanterna(ANSA) – GENOVA, 3 GIU – “Sì alla città metropolitana, ma con
questa legge si rischia la degenerazione istituzionale. Vorrei
non essere il solo a denunciare questo pericolo”. Massimiliano
Tovo segretario cittadino dell’ Udc genovese è intervenuto in
merito all’avvento della Città metropolitana, in discussione
questo pomeriggio a Palazzo Tursi dove il sindaco relaziona
sulle scadenze previste dalla Legge Delrio.
“La stagione delle riforme è necessaria ma queste dovrebbero
seguire il buon senso e la responsabilità, qualità che non
sempre emergono nel legislatore di turno – afferma Tovo -. Sono
in gioco la qualità della democrazia e la funzionalità delle
istituzioni. L’abrogazione della Provincia e la nascita della
città metropolitana si verificano non attraverso una revisione
costituzionale ma con una legge di transitorietà (elemento
riconosciuto paradossalmente peraltro dalla stessa legge all’
articolo 5)”.
Tovo sostiene che la legge non quantifica il risparmio della
spesa se non quello misurabile per le indennità di carica pari a
104 milioni che corrisponde allo 0.0130 della spesa pubblica.
(un F35 costa dai 120 ai 130 milioni di euro). Inoltre, dice, la
città metropolitana è prevista come ente di II livello “e non
saranno pertanto i cittadini a scegliere i loro rappresentanti
ma gli elettori “attivi” saranno solo i consiglieri comunali”.
Ancora, “il sindaco della città metropolitana sarà il sindaco
del capoluogo, legittimando di fatto una “discriminazione
democratica” che consentirà ai cittadini di Genova città di
eleggere il proprio sindaco indicando contemporaneamente il
sindaco metropolitano, mentre i cittadini dei rimanenti comuni
(66) potranno eleggere il loro sindaco ma non quello
metropolitano che invece “subiranno”. “Si creano così cittadini
di serie A e cittadini di serie B”. (ANSA).

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