treno-578x289Genova-Casella Regione, mazzata sulla Ferrovia

Il Caso: Dopo i ritardi sul restyling che da sette mesi bloccano l’impianto

Vesco: “Visto che Amt usa i bus sostitutivi non possiamo pagarle i treni”

Il servizio fermo da novembre

Tovo: “Subito il bando”

 

Addio al trenino di Casella? Appaiono sempre più fosche le previsioni sul futuro della ferrovia scartamento ridotto che collega Genova alla Valle Scrivia. Un servizio molto amato dai pendolari e dai turisti, che però non viene erogato dall’inizio del novembre  scorso, a causa di intervento strutturale mai partito.

Sette mesi senza trenino e senza cantiere, che hanno messo in allarme abitanti ed enti locali. I lavori che avrebbero dovuto rimodernare la linea (l’ufficio speciale trasporti a impianti fissi aveva chiesto di mettere in sicurezza il ponte della Fontanassa, sostituendo una passerella provvisoria dal 1953) sono ancora fermi al palo. Anzi manca persino un bando di gara, visto che i due precedenti sono stati un flop a causa di un progetto sbagliato (si dice che sia proprio per questo che AMT ha recentemente licenziato il direttore d’esercizio). Adesso però, dopo l’ultima risoluzione del contrato con la dita appaltatrice che si era ritirata a fine anno, AMT  non ha ancora emesso un nuovo bando e, da novembre, gli utenti del Genova-Casella, devono accontentarsi di un servizio di autobus sostitutivo che non piace a nessuno. Oltre ai passeggeri – non parliamo dei turisti, perché l’attrativa era il trenino in sé e quindi quel capitolo al momento resta chiuso- ad avere i nervi a fior di pelle è soprattutto la Regione, proprietaria dell’impianto, che adesso medita di ridurre i contributi erogati ad AMT per questo particolare servizio. Si tratta di poco più di 15 milioni di euro più iv in dieci anni, che comprendono il servizio ferroviario (168 mila chilometri all’anno) la gestione e gli interventi di manutenzione ordinaria. La Regione inoltre ha pagato anche i 370 mila euro necessari a sistemare il ponte Fontanassa e quello di Crocetta (l’altro intervento strutturale previsto in questi mesi e ancora inspiegabilmente fermo, nonostante non presenti le criticità della passerella del ’53). “ Sia chiaro – spiega l’assessore ligure ai trasporti Enrico Vesco – non dico che abbiamo intenzione di tagliare i contributi al treninodi Casella: ma se Amt al posto di fornirci il servizio ferroviario per il  quale abbiamo stipulato un contratto utilizza degli autobus sostitutivi per un problema che essa stessa ha causato, allora la Regione pagherà solo per quei bus, e non per i treni. Oggi la Genova-Casella è chiusa. Ma i lavori sarebbero già dovuti partire parecchi mesi fa. I contributi che eroghiamo ad Amt che questo tipo di servizio non sono come quelli che forniamo per il tpl genovese. Con questi soldi paghiamo determinate prestazioni. Se queste vengono fornite regolarmente lo stanziamento resta intatto, ma se il servizio è parziale o viene effettuato con altri mezzi siamo costretti a ridurlo”. Parole che suonano come un ultimatum ad Amt.

Secondo l’assessore ai trasporti del comune di Sant’Olcese Massimiliano Tovo, un eventuale riduzione dei fondi regionali, rischierebbe di “ fornire ad Amt la scusa per sopprimere definitivamente il trenino. Il Genova-Casella – dice- va preservato: è una grande attrazione turistica per il nostro entroterra ed è un mezzo pubblico fondamentale per chi vive in Valle Scrivia. Sono stati spesi 10 milioni di euro negli anni scorsi per il ripristino di questa ferrovia. Non possiamo vanificare questi investimenti”. Tovo chiede ad Amt di accelerare i tempi per l’assegnazione dei lavori. “ Entro il mese di giugno- conclude l’assessore del Comune di Sant’Olcese – bisogna aprire la gara d’appalto e settembre partire con il cantiere, in modo che entro l’anno l’intervento  possa essere concluso. Questa storica ferrovia deve tornare a funzionare regolarmente. Amt si assuma le proprie responsabilità”.

Diego Curcio, Pubblicato il 15 maggio 2014  sulle pagine del Corriere Mercantile

 

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