Una leggera coda invernale sembra caratterizzare questo inizio di primavera partita con piogge, grandinate e correnti  fredde che hanno causato un brusco calo delle temperature su tutto il continente;  a dire la verità esiste un’altra ondata gelida che sta attraversando l’Europa, anche se non ha nulla a che fare con la meteorologia. Sono ben altri, infatti,  i venti freddi che mi preoccupano e che in questo momento alimentano una sempre e più crescente crisi internazionale.

 La vicenda della Crimea e la sua annessione alla Russia di Putin, di fronte a un Occidente infastidito e apparentemente impotente, non  può che rimandarmi ad episodi consegnati alla storia; una storia non molto lontana ma forse non abbastanza presente come  dovrebbe essere.

-L’ulteriore tensione rappresentata dalle tentazioni dell’esercito russo sulla repubblica indipendente della Transnistria,  incrementano i timori  dell’Ucraina e tracciano un quadro davvero  inquietante. La diplomazia internazionale opera per evitare l’evitabile, in una cornice dove i presagi cedono a una memoria offuscata dalla paura .

La crisi economica, politica, istituzionale in atto rinvia ai sintomi che causarono eventi tragici  e che sfociarono nel disumanizzante secondo conflitto mondiale. Una situazione che nessuno oggi osa rievocare pubblicamente,ma che percorre la coscienza di molti. Le annessioni della Germania di Hitler furono sottovalutate e non affrontate responsabilmente: il terrore di una nuova guerra dominava la scena internazionale giustificando l’immobilismo davanti ai piani sfrenati del dittatore nazista.

Sostenere un paragone tra la Germania nazista e la Russia postcomunista può apparire azzardato e non appropriato, ma credo sia utile comprendere le ragioni di una e dell’altra onde evitare il ripetersi degli errori. Non  conosco quali siano le ambizioni di Putin, se siano legittime o incomprensibili , ma intravvedo dietro alle sue azioni elevarsi uno scenario poco rassicurante.

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