italicum3Troppo silenzio e preoccupante disinteresse sulla riforma elettorale varata ieri alla Camera dei Deputati. La legge elettorale è l’architrave del sistema democratico con la quale scegliamo chi dovrà governare, non può quindi assumere caratteri anticostituzionali. Il testo votato ieri, il cosiddetto Italicum, è “un abominevole porcata” che limiterà la capacità di scelta degli elettori e consentirà l’affermazione della “repubblica dei nominati”.

Non mi stanco, anche se su questi argomenti ricevo meno attenzione, di denunciare l’avvento di un sistema elettorale che contribuisce a peggiorare il quadro esistente. Non si può continuare a stare zitti, a onorare un rapporto di sudditanza che conduce all’abnegazione della democrazia. Io non ci sto!

Quando nel 2006 venne approvato il Porcellum, un noto politico italiano di mia stretta conoscenza  mi disse che era meglio di niente, che infondo una riforma elettorale era stata fatta. Quelle affermazioni non mi convinsero, e i fatti purtroppo mi hanno dato ragione. Per questo motivo oggi non si può subire una riforma scritta unicamente perché nulla cambi. Penserò male, ma le slide presentate ieri dal Governo Renzi raffigurano un valido tentativo per assopire i cittadini su riforme più importanti, che non catturano la dovuta attenzione che meriterebbero: e mentre annunciano la diminuzione delle auto blu, sottraggono il potere al corpo elettorale. La politica degli zuccherini vince mentre il popolo sorride inconsapevole della sua sconfitta.

L’Italicum non mi piace, e come ha scritto Andrea Scanzi è un vero “Troiaium”: ci sono ancora le liste bloccate e le multicandidature. Le circoscrizioni sono disegnate a caso. Se un partito ha meno dell’8 percento e corre da solo non passa. Se un partito ha meno del 4.5 non entra, però i suoi voti li sfrutta comunque un’alleanza. Una coalizione sotto il 12% nasce morta, se ottiene l’11,09 % non entra in Parlamento. Ma scatta il premio di maggioranza per la coalizione che conquista il 37%. Vi rendete conto dell’assurdità? Ci sono poi deroghe atte a non scontentare i partiti-satelliti cari a Berluysconi e sempre utili a vincere le elezioni. L’Italicum contiene “quasi tutto quello che la Consulta aveva contestato al Porcellum e non c’è quasi niente di quello che Renzi aveva promesso prima di essere eletto segretario Pd”.

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