abolizione-province1Il trionfo dell’assurdità! Uno schiaffo alla democrazia. La politica delle riforme annunciate deflagra nel festival degli urli e del populismo imperante. A dimostrarlo è la sentenza del TAR Liguria, che ha dichiarato illegittimo il Commissariamento della Provincia di Genova, resosi indispensabile dopo la riforma delle Provincie e l’avvio alla città metropolitana. Un metodo quello inaugurato dal governo Monti, e proseguito dal suo successore, che difficilmente si può riconoscere come costituzionalmente accettabile. E ieri la sentenza del TAR Liguria ha di fatto riconosciuto il difetto anticostituzionale del procedimento “taglia- Province”. Le riforme, come l’abolizione della Provincia, devono essere portate avanti non attraverso soluzioni populiste figlie di un affanno mediatico, ma mediante un criterio di responsabilità, che è assolutamente mancato in questi anni. Ventun mesi per attendere un giudizio sulla legittimità del commissariamento della Provincia di Genova, sono troppi anche se certificano una verità che in molti non hanno voluto vedere.

Pensiamo agli atti amministrativi che sono stati decretati e alle difficoltà che in questi due anni ha dovuto provvedere il Commissario Fossati. (Disponendo tra l’altro minime risorse nella confusione delle deleghe assegnate) Pensiamo ai Comuni che sono rimasti orfani, nell’attesa della redistribuzione delle deleghe previsto nel passaggio da Provincia a città metropolitana, e alle problematicità amministrative che hanno dovuto affrontare.

La sentenza di ieri evidenzia un difetto di carattere sostanziale che non può non essere tenuto presente nel quadro programmatico delle prossime riforme. Il Governo Renzi dovrà considerare la gravità emersa grazie al giudizio del TAR Liguria, spero non attraverso futili decreti leggi ma mediante consapevolezza costituzionale.

Il ricorso accolto dal TAR ligure, apre la pista a livello nazionale su una riforma peccaminosamente anticostituzionale, su elementi che avevo già avuto modo di denunciare nella relazione Città Metropolitana: quale modello costruire per Genova.

Il tempo passa, la democrazia stuprata nel continuo mancato rispetto alla Costituzione , cede al richiamo di forze millantanti a nuove libertà che in realtà la conducono all’espropriazione del suo valore.

A pagarne direttamente le spese sono i cittadini che perdono giorno dopo giorno diritti e libertà, nell’avvento di un poter oligarchico che svilisce il significato civile di una comunità.

Auguriamoci che questo stato di crisi profonda che le istituzioni stanno vivendo possa sfociare in una ripresa della democrazia, allontanando l’instaurazione di modelli sempre meno partecipativi e sempre più totalitari.

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