SVEGLIA 1.jpg2.Il problema reale del Carlo Felice non può fermarsi al   puro e semplice ragionamento che la salvezza dell’Ente Lirico passi esclusivamente attraverso i finanziamenti previsti dalla Legge Bray. Occorre, come ho avuto modo di dire più volte, attrarre nuovi capitali, guardando a nuove formule che consentano l’introduzione di sistemi innovativi per la partecipazione dei privati. La situazione economica in cui versa il Teatro dell‘Opera di Genova, evidenzia una problematicità che va superata giovando dei benefici previsti dalla Legge Bray, in un’attività non apatica o della rinuncia ma del rilancio.

La sfida per il Carlo Felice è impervia, come i numeri di giorno in giorno dimostrano, ma può vincerla se si saprà finalmente scommettere sulla potenzialità che è in grado di esprimere.

Il debito maturato dall’Ente lirico genovese è sproporzionato, e l’ultimo dato relativo al passivo nei confronti dell’INPS non può certamente far dormire sonni tranquilli. Evidentemente chi doveva controllare non ha operato secondo i canoni richiesti.

Genova, il suo Sindaco devono sapere varcare la soglia delle logiche amministrative che guardano a saldare i debiti e non oltre. Non si può amministrare il Carlo Felice pensando esclusivamente a eliminare il passivo accumulato, senza aprire a prospettive in grado di assicurare maggiori entrate, che consentirebbero non solo l’annullamento del debito ma soprattutto di garantire  un attivo. Sono stanco di apprendere dalla voce del sindaco parole che mirano sempre o alla liquidazione del Teatro dell’Opera o a tagli del personale: evidenziano un’incapacità che desolatamente condanna ogni possibile realtà diversa dal fallimento. Vorrei vedere invece un sindaco, che è bene ricordare anche il presidente del Carlo Felice, incoraggiare i dipendenti e chiedere con forza al CDA o le dimissioni o un serio e qualificato programma di risanamento. Perché è giusto sottolinearlo, senza un adeguato e credibile piano triennale, il Carlo Felice difficilmente potrà partecipare ai finanziamenti previsti dalla Legge Bray. Genova:vogliamo perdere anche questa occasione?

Il Comune non può continuare a limitarsi a sventolare la liquidazione del Teatro, e la Regione Liguria non prenda la questione del debito INPS come alibi per non intervenire. È ora che anche la Regione  assuma un ruolo concreto da protagonista e non da semplice spettatore. Il Carlo Felice è il fiore all’occhiello della Cultura in Liguria, occorre evitare il dissesto, la Regione si deve svegliare. È il caso di dire “nessun dorma”. Gli Enti pubblici devono assumere un ruolo di regia che sappia procedere al recupero di risorse economiche oltre il proprio circuito, la partnership con i privati rappresenta un’alternativa da sostenere con convinzione.

Non accetto nessun diktat che di fatto è figlio dell’insolvenza e conduce alla bancarotta.

Nessun dorma, è ora di agire per salvare e rilanciare il Carlo Felice, al bando ogni sproloquio.

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