fotoGli effetti della crisi economica stanno ancora depauperando il nostro tessuto produttivo, con pesanti ricadute sociali ed economiche. A pagarne le spese direttamente sono le tante persone che rimangono senza un posto di lavoro che incrementano il tragico numero della disoccupazione. Ho difficoltà a credere alle dichiarazioni che annunciano la fine della crisi economica proclamando addirittura una ripresa, perché la fotografia dell’economia reale non da ragione a quella degli annunci o degli slogan.

Il Comune di Sant’Olcese, nel mese di novembre 2013 ha dovuto rinunciare ad un’altra realtà industriale radicata sul nostro territorio.

La SIAG OMC SRL  (ex Savabini), azienda leader nella produzione di sistemi di condizionamento (cooling) per applicazioni militari e speciali, con un organico complessivo di 25 unità lavorative, ha cessato la sua attività per fallimento come si apprende nella sentenza del tribunale di Milano.

La drammatica situazione, in cui versava la SIAG OMC SRL, emersa nella scorsa estate, ha visto l’impegno del Comune di Sant’Olcese(Sindaco Angelo Cassissa, Egle Belli Vicesindaco, Massimiliano Tovo Assessore) in prima persona, che si è adoperato nei limiti consentiti e nelle sedi opportune, per valutare il quadro reale dell’impresa e delineare possibili soluzioni che dovevano tutelare l’occupazione e garantire una ripresa dell’attività. Purtroppo all’esame dei fatti con le parti interessate, le prospettive di salvare questa storica industria, sono venute meno per elementi gravosi che ne hanno condizionato l’esito del fallimento. Una situazione che non ha concesso nessun margine d’intervento.

La SIAG OMC  è passata, stando alle indicazioni della proprietà, da un bilancio di 13 milioni di euro nel 2012 a 800 mila euro nel 2013. Con un debito maturato presso fornitori di circa 9 milioni di euro. Cifre che parlano da sole.  E all’orizzonte l’assenza totale di possibili nuove commissioni non ha consentito di evitare il tragico finale. I principali committenti, legati al Ministero della Difesa e produzioni militari, non prevedono per i prossimi esercizi amministrativi possibili nuove richieste di forniture, neppure da poter assicurare una produzione minima che consentisse di mantenere in vita l’azienda.

Ci tengo a precisare che all’interno della SIAG OMC SRL lavoravano persone di elevata professionalità, che hanno contribuito grazie al loro operato, al riconoscimento aziendale della certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2000.

La SIAG OMC SRL vantava una produzione di eccellenza riconosciuta a livello internazionale,  tale da essere considerata fornitore di aziende come la THALES Air defence – France, la ULTRA ELECTRONICS – Canada, la SPA (Spain), la MARCONI SELENIA  – Italy, o l’Aeronatica Militare; ma particolare significato assume il fatto che SIAG-OMC sia stata qualificata come fornitore della NATO.

Le politiche nazionali e internazionali che hanno obbligato ad una netta riduzione delle risorse economiche destinate al settore militare, aeronautica e della marina, sono state tra le ragioni principali che hanno portato al fallimento dell’azienda.

In questi mesi il contatto con la Regione Liguria, in modo particolare con l’assessore regionale alle politiche del lavoro, Enrico Vesco e dei suoi uffici , è sempre stato vivo e concreto, e il ruolo assunto è stato significativo. Ho fatto appello in questi giorni ulteriormente alla Regione Liguria, perche possa garantire il suo ruolo di mediatore presso le sedi opportune e in particolare presso il Ministero Del Lavoro, affinché siano garantiti gli ammortizzatori sociali alle 25 persone licenziate.

Questa richiesta che ho fatto pervenire all’assessore Vesco, il quale ha immediatamente dato riscontro, si è resa necessaria per una diffusa preoccupazione tra gli ex dipendenti della SIAG OMC.

Il problema, secondo voci di corridoio, è legato alla sospensione, disposta dal tribunale del fallimento, in merito alla richiesta della cassa integrazione straordinaria che dovrebbe accompagnare i dipendenti verso la mobilità, in quanto non esisterebbero tutti i requisiti del caso. Stando ad un’indiscrezione, sembrerebbe che essendoci sempre meno risorse per gli ammortizzatori sociali, si cerchi di privilegiare quelle aziende che, al termine della cassa integrazione, abbiano qualche speranza di ripartire, condizione che la SIAG OMC SRL non ha più

La situazione è drammatica, 25 persone che hanno perso il loro posto di lavoro, da ottobre non ricevono nessun reddito, e le garanzie dei diritti sembrano affievolirsi. Mi auguro che alla fine prevalga il buon senso e che siano tutelati nel pieno riconoscimento dei loro diritti queste 25 persone. La piaga sociale della disoccupazione tende a crescere e a non diminuire. Contrastare questo fenomeno è una priorità assoluta. Ora occorre assicurare tutti gli strumenti possibili volti a garantire la cassa integrazione straordinaria, e la successiva mobilità, cercando nel medesimo tempo una possibile ricollocazione lavorativa.

Tra queste 25 persone ci sono dipendenti prossimi all’età pensionabili (ad alcuni mancavano solo 4 anni) e ora dopo il licenziamento, considerando anche l’età avanzata il loro reinserimento in altri insediamenti lavorativi risulta estremamente difficile: non possiamo rischiare di avere famiglie senza reddito per 4 o 5 anni prima del raggiungimento della pensione. Su questo ulteriore e delicata realtà auspico a una convergenza delle parti interessate,al fine di attuare gli strumenti idonei. Ho chiesto alla Regione Liguria di farsi mediatore alla fine di garantire gli ammortizzatori sociali previsti per il caso e di tutelare i diritti di queste persone.

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