idroLe catastrofi naturali idrogeologiche che evidenziano un’acuta criticità a cui è soggetto il territorio ligure, devono trovare un’idonea soluzione mediante strumenti atti a fronteggiare una vera e propria emergenza.

Occorre, per questo motivo, promuovere e sostenere la definizione di misure e provvedimenti per mitigare il dissesto idrogeologico. Le frane, le alluvioni, le esondazioni evidenziano un aspetto complessivamente drammatico. I danni notevoli causati dalle catastrofi idrogeologiche richiedono il dispiegamento di risorse economiche, che non sempre sono disponibili. L’istituzione di un fondo nazionale per affrontare il rischio idrogeologico deve essere posto tra le urgenze di una nuova agenda di governo. Ma non solo, bisogna altresì puntare su interventi di gestione sostenibile, attraverso le attività agro-forestali, proponendo un valido sistema per il presidio del territorio e per la prevenzione del dissesto idrogeologico.

I fenomeni che stanno interessando vaste porzioni della nostra regione, obbliga a trovare politiche incisive atte a contrastare il degrado del suolo, rimandare a domani quello che puoi fare oggi  non è più ammissibile. Per raggiungere questo difficile obiettivo serve usufruire di tutte le forze possibili, che vanno dalla collaborazione delle Istituzioni, al reperimento di risorse economiche a progetti mirati su tre direzioni principali: la conservazione ordinaria, la manutenzione straordinaria e la prevenzione. Necessitano misure indirizzate a fronteggiare l’abbandono delle aeree rurali e montane, che consentono di contenere i fenomeni di dissesto. Partire dal presidio del territorio, sfruttando le risorse agro-forestali rappresenta un legittimo punto di partenza, per questo il Governo con le Regioni devono varare un’azione di programma innovativa che incentivi in termini di sviluppo socioeconomico  e turistico legato alle produzioni di qualità . Una delle cause della fragilità del nostro territorio, oltre alla esagerata cementificazione, è dovuta all’abbandono dell’entroterra; questa importante area, per lo più rurale, subisce la passività dell’incuria e del tempo. Promuovere politiche per il ripopolamento dell’entroterra, accedendo anche i vari programmi internazionali, rappresenta uno dei motivi più importanti indirizzati alla tutela e salvaguardia del territorio. I muretti a secco che crollano, i boschi abbandonati sono i segni evidenti dell’abbandono del tettorio collinare , montano; gli stessi boschi incolti, fonte di un’economia rurale che va riscoperta, devono essere rilevati  non come problematicità ma come opportunità per il territorio.

Non si può continuare a vivere tra la diramazione degli stati allerta meteo e la richiesta di calamità naturale a danni avvenuti, le amministrazioni pubbliche devono collaborare in una nuova dimensione anche in funzione della programmazione EU PAC 2014-2020.

La sfida può essere vinta trasformando la criticità del territorio in fattore di crescita: torniamo ad investire  sull’economia rurale, silvestre e boschiva, oltre a rappresentare un fattore di sviluppo offre un prezioso contributo per il recupero e salvaguardia del territorio.

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