La riforma della legge elettorale depositata in Parlamento può e deve essere migliorata, se dovesse essere licenziata nella forma presentata, sono convinto che l’assetto democratico del nostro Paese sarebbe esposto a una crisi implosiva, le cui conseguenze imprevedibili.  La responsabilità della stagione riformatrice inaugurata da Renzi non deve tramutarsi in una inutile occasione, ma con la consapevolezza dell’obiettivo da raggiungere deve  sapere vertere a un sistema elettorale moderno ma non per questo meno democratico.

Una legge elettorale non deve essere studiata per evitare a qualcuno di vincere le elezioni, né tanto meno per garantire la vittoria ad una ipotetica coalizione. Ideare un sistema elettivo su architetture che riducono la libera espressione del voto, incorre fortemente a devalorizzare i principi per la quale è indirizzata. L’ Italia  in questo ultimo ventennio, il cosiddetto periodo della seconda repubblica, ha conosciuto le leggi elettorali che sono state oggetto di egoismi e personalismi  che hanno lacerato profondamente il legame tra il principio passivo e attivo del corpo elettorale. Il crescente astensionismo, che ha raggiunto cifre da record, testimonia  questa frattura, che ha depauperato il rapporto tra elettore ed eletto, deteriorando la qualità della democrazia.

CorteQuesta riforma elettorale può rappresentare un valido riscatto, oppure l’affondo finale della parabola democratica repubblicana e inaugurare un nuovo assetto oligarchico. Comprendo le preoccupazioni del segretario nazionale del PD, ma auspico che la ragione domini lo sviluppo del suo pensiero. L’esito  è determinante per il futuro di questo Paese, ulteriori chance verrebbero rinviate a chissà quali nuovi processi storici.

Il Parlamento nella valutazione e analisi di suddetta riforma tenga conto delle valutazioni contenute nella sentenza Ekoglasnot, pronunciata  dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo che condannato la Bulgaria per aver violato le indicazioni strettamente collegate all’art. 3 del protocollo n. 1 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Attenzione a non limitare, ridurre od escludere il diritto a libere elezioni “in condizioni tali da non  assicurare la libera espressione dell’opinione del popolo sulla scelta del corpo legislativo”. Il diritto al voto deve essere garantito nella totale pienezza dell’esercizio, e non ridotto ad una seconda funzionalità come presumerebbe il sistema delle liste bloccate. Si tenga presente, altresì , che tale riforma deve trovare un largo spirito di condivisione parlamentare, altrimenti a mio avviso sarebbe inevitabile un ricorso presso la Corte europea, ma nel frattempo l’Italia scivolerebbe sempre di più verso il default.

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