Genova CasellaChe fine hanno fatto i lavori di manutenzione straordinaria previsti il località Fontanassa sulla linea Genova Casella ? A giugno mi ero pronunciato con soddisfazione per la programmazione dell’intervento, che prevedeva la sostituzione del vecchio ponte con una nuova struttura. La Regione Liguria infatti aveva stanziato circa 370.000 euro per provvedere alla messa in sicurezza della linea, lavori di natura inderogabile. Senza questa tipologia di intervento, il nostro tanto amato trenino di Casella si sarebbe fermato, e invece la volontà rappresentata dall’Assessore Vesco era accolta come elemento di garanzia. E tutt’oggi per me l’assessore regionale ai trasporti rimane l’unico riferimento di fiducia in questa complessa situazione.

In questi ultimi anni sono stati spesi molti soldi per il restauro della linea, con differenti interventi che hanno salvato il servizio e assicurato la ripresa. Quasi 4 milioni di euro ammonta il totale delle risorse impegnate, e altre con fatica si cerca di recuperarle per garantire il completo ripristino della ferrovia.

Purtroppo i lavori che dovevano iniziare, non sono ancora partiti, nel frattempo il trenino non circolo e il servizio è sostituito con bus. I lavori dovevano essere consegnati prima dell’autunno in prima istanza, in seconda prima di Natale e si era pensato aun’inaugurazione per il 6 di gennaio. Ma ad oggi noi non sappiamo ancora se gli interventi programmati, sia in Fontanassa che il località Orero, siano iniziati e non conosciamo a questo punto il termine reale per la consegna.  A questo punto non nascondo la mia totale preoccupazione: le risorse economiche ci sono, perché si tarda con l’avvio del procedimento? Non vorrei che la Ferrovia Genova Casella entrasse nel tunnel italiano di quegli appalti che iniziano ma non si conosce mai la fine. Una condizione, che mi auguro sia sfatata.

Nell’estate del 2012  il Consiglio Comunale di Sant’Olcese approvava due ordini del giorno, uno di maggioranza e uno della minoranza, con l’intento e l’impegno di lavorare per garantire un futuro al ”trenino di Casella”, sia sotto la valenza per in pendolari (studenti e lavoratori), sia sotto il profilo turistico. Tra qualche mese scadrà il mio mandato, le dichiarazioni rilasciate a Diego Curcio del Corriere Mercantile, rispondono a quell’impegno che ho ricevuto e che, seppur con molte difficoltà, cerco di onorare. Denunciare la mia preoccupazione spero possa aprire un margine di garanzia, che ad oggi stando le cose è molto limitato.

 

Qui sotto il testo pubblicato oggi sulle pagine del   Il CORRIERE MERCANTILE 

GENOVA-CASELLA, LAVORI AL PALO E TRENINO FERMO

Anche la seconda ditta vuole rinunciare. Tovo: “Serve chiarezza”

Da tre mesi, L’intervento di messa in sicurezza non è mai partito

“Il trenino di Casella è fermo da tre mesi. Quasi quanto sarebbero dovuti durare i lavori di manutenzione straordinaria per metterlo in sicurezza. L’intervento era previsto per la fine dell’estate, ma non è mai partito, nonostante la Regione Liguria (proprietaria della linea) abbia stanziato 370 mila euro. Più che corsi e ricorsi ai tribunali amministrativi – come avviene spesso in caso di lavori pubblici-  a bloccare i lavori 8 o sarebbe meglio dire a non farli neppure partire) sembra il solito pasticcio. Ed è la stessa Amt, che dal 16 aprile 2010 gestisce la storica linea ferroviaria a scartamento ridotto (uno degli ultimi casi in Italia), ad ammettere in effetti, qualche problema di natura economica con la ditta appaltatrice ci sarebbe (si parla addirittura di “precontenzioso” ).

Tutto nasce l’anno scorso quando l’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi), un organo periferico del ministero dei trasporti incaricato di verificare la sicurezza degli impianti (fra cui il Trenino di Casella), ha chiesto di sanare una questione che si trascinava oramai da 60 anni. Stiamo parlando del ponte in località Fontanassa (vicino a Sant’Olcese): una passerella “provvisoria” sistemata al posto del ponte vero e proprio che nel 1953 era stato spazzato via da un’alluvione. In sei decenni, però, come spesso accade in Italia, il ponte provvisorio non è mai stato sostituito ed è diventato definitivo (senza però esserlo davvero). E così si è deciso, finalmente, di intervenire. A pagare i lavori c’ha pensato la Regione mettendo sul piato 370 mila euro. E visto che l’autorizzazione del trenino sarebbe scaduta – in mancanza di restyling del ponte – il il 30 settembre, si è deciso di far partire l’intervento- stimato in 120 giorni – ad agosto. Rinunciando a parte della stagione turistica si sarebbe evitato di incidere troppo sul trasporto pendolare (secondo i dati di Amt si tratta di 250 mila passeggeri all’anno su circa 10 copie di treni al giorno). A quel punto è partita la gara di appalto, ma la ditta vincitrice, all’ultimo ha deciso di rinunciare. La ferrovia scartamento ridoto è rimasta aperta grazie a una proroga di poco più di un mese, ma ha dovuto chiudere nei primi dieci giorni di novembre, con la promessa che i lavori sarebbero partiti, dopo una seconda gara, il mese successivo. A fine gennaio, però ci troviamo al punto di partenza. La linea è chiusa- anche se Amt ha istituito un servizio sostituivo di autobus che copre l’intera tratta- e i lavori non sono mai iniziati.

A puntare il dito contro l’Azienda genovese è Massimiliano Tovo, segretario provinciale dell’UDC e assessore ai Trasporti di sant’Olcese (il comune che ospita il 70 % delle fermate del trenino). “ Amt è evasiva sul destino della Genova – Casella- accusa Tovo- Durante una riunione di alcune settimane fa il presidente Ravera non sapeva neppure se i lavori fossero iniziati o meno. Per risistemare questa linea sono stati spesi 4 milioni di euro e sono stati persino progettati nuovi treni. Ogni anno il governo stanzia una cifra ben precisa per la Genova – casella, non vorrei che quei soldi, con la scusa che la linea è chiusa, venissero usati per ripianare il debito di Amt.”

Preoccupato per i lavori che stentano a partire anche l’assessore ai Trasporti della Regione Enrico Vesco, che presto convocherà i pendolari. “Abbiamo intimato al comune di Genova e ad Amt, che hanno gestito la gara, di far ripartire i cantieri – sottolinea l’esponente della giunta ligure- Sappiamo che anche con la seconda ditta ci sono dei problemi. Ma visto che paghiamo per questo servizio, vorremmo che si arrivasse il prima possibile a una soluzione”. Diego Curcio , 28 gennaio 2014

Ascolta l’intervento a Primocanale 

Annunci