napolitano_giorgioUn capo dello Stato che è apparso vigile e lucido sulla situazione del Paese nel suo discorso indirizzato alla Nazione, nonostante l’età e la stanchezza che risulta evidente; ho trovato il suo intervento innovativo, scegliendo la ricerca del dialogo diretto con gli italiani, prediligendo di rispondere alle tante preoccupazioni che stanno caratterizzando la società italiana. Il discorso di Giorgio Napolitano, l’ottavo del suo mandato, tutt’altro che retorico ha sottolineato le difficoltà del momento, ha richiamato tutti senza distinguo all’assunzione delle responsabilità nella Repubblica dei diritti e dei doveri. Ho apprezzato in particolare il monito sulla democrazia: “democrazia, che ha rischiato e può rischiare una destabilizzazione”, invitando ancora una volta a un rinnovo attraverso riforme obbligate e urgenti. Evidenziare, come ha fatto ieri sera il presidente Napolitano, l’apprensione sullo stato di salute della democrazia italiana, è un monito rivolto a ogni cittadino ma  indirizzato soprattutto alla classe dirigente, perché sappia assumersi l’onore delle responsabilità, in un momento critico e delicato come quello che stiamo attraversando.

Le sue parole non possono essere ricevute come frasi dettate dalla circostanza, ma accettate per contribuire con le differenze di appartenenza politica, al rilancio del nostro sistema, della nostra Italia. Ho colto negli occhi del Presidente Napolitano la sincerità di un uomo che ha dedicato la vita al servizio delle Istituzioni, e che non rinuncia ad osservare questo principio anche sotto il continuo ricorso di minacce e di ingiurie  indebitamente indirizzate.

Il presidente della Repubblica ha disegnato un chiaro e lucido quadro dell’Italia e ha rinnovato il suo appello per salvare e rilanciare il Paese. Vorrei che la politica sapesse cogliere questo ennesimo invito, creando le condizioni tanto auspicate ma non ancora raggiunte.

Io credo nell’Italia, ma l’Italia (si è chiesto Napolitano) crede ancora in me? Un passaggio che ha evidenziato l’umiltà del presidente Napolitano, e che non può essere sottovalutato. Giorgio Napolitano è stato obbligato ad accettare questo suo secondo mandato, è lo ha fatto in virtù delle responsabilità che non poteva se non servire; ecco guardo ai quei principi che hanno guidato a quella difficile scelta, guardo all’esercizio di tutto il suo mandato e affermo: Signor Presidente credo in Lei e credo e nella grandi potenzialità che ha l’Italia.

La politica colga dal discorso di ieri sera un insegnamento  invece di strumentalizzare per  fini personali; auspico che la classe politica  sappia cogliere dalla  lungimiranza del Presidente della Repubblica, esempi per concretizzare gli obiettivi che necessita il Paese, invece che cavalcare il rito delle polemiche che contribuiscono ulteriormente a destabilizzare e a creare nuovi disordini. È una questione assoluta di fiducia e di speranza alla quale tutti siamo chiamati a collaborare.

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