Chi mi conosce sa quanto io ami leggere e divorare i libri. Un morbo piacevole dal quale non desidero assolutamente guarire. Le mie letture sono arzigogolate, varie e differenti: un modo per accrescere la mia conoscenza. La letteratura è una testimonianza della società: racconta il passato, fotografa il presente e annuncia i tempi nuovi. La letteratura mette a nudo il lato umano delle cose, denuncia le contraddizioni e custodisce intimamente i lati oscuri dell’essere, ma sa anche scandalizzare sia  quando sostiene la verità sia quando è proposta attraverso toni volgari, anticonformisti e rivoluzionari. La letteratura è una forma unica di vita e di evoluzione che aiuta ad abbracciare le rivelazioni della nostra storia. Non cogliere la sua straordinaria energia significa abbandonarsi al potere oscuro dell’apatia, che silenziosamente demolisce la potenza della parola che si esprime sia per la forma orale sia per quella scritta. La letteratura è una fonte primordiale, perché nello sviluppo della storia dell’umanità ci dice da veniamo, chi siamo e dove andiamo. Ha un valore cosmico quanto soggettivo.Libro

Ogni autore che leggo elargisce motivi di crescita personale, che va dalla conquista di nuovi orizzonti  alla maturazione di una ragione sempre più forte nel domino dei pensieri.

Quante volte dico a me stesso, leggendo opere meritevoli, come mi piacerebbe aver conosciuto o conoscere l’autore di questo libro, magari semplicemente per ringraziarlo o anche per iniziare un dialogo. Condividere con lui alcune riflessioni, alcune deduzioni. Attraverso le pagine di un libro comprendi la natura dello scrittore, ma evidenzi anche la tua personale realtà. Un romanzo, un’opera vive per differenti motivi esistenziali: sicuramente per l’idea del suo creatore, ma pensiamo anche a quante altre ragioni si sviluppano soggettivamente nel lettore. Può capitare di trovarsi all’unisono dello scrittore stesso, ma un racconto, le sue parole, per come si sciolgono acquistano una potenza che rivela aspetti differenti in ognuno dei lettori. Se l’autore intende attraverso una storia liberarsi di stati personali rendendoli pubblici mettendo a nudo il suo ego, esiste un’ulteriore libertà di chi legge che prende forma attraverso ricordi,riflessioni, desideri. Un libro oltre che a raccontare una storia, racconta a noi stessi chi siamo. Sono le emozioni che nascono dalla lettura che ci aiutano comprendere l’universalità di un’opera. Sono le pagine macchiate di inchiostro e di parole, che ci proiettano verso nuove dimensioni: un illusione che ci avvicina sensibilmente alla conquista della verità, che può, naturalmente,  solo rimanere percettibile.

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