La settimana scorsa i Comuni della Provincia di Genova sono stati convocati in una riunione per evidenziare lo stato attuale di ATP, con le relative problematiche e soluzioni da adottare.

Sulle criticità dell’azienda di trasporto pubblico, che serve anche il Comune di Sant’Olcese, nessuna sorpresa, il quadro “patologico” in cui versa ATP purtroppo già lo conoscevo e nessuna meraviglia anche sul prospetto delle soluzioni abbozzate; proposte, che per essere sincero e obbiettivo, sono poco chiare nella loro definizione e lasciano intravvedere un futuro non proprio roseo.ATPfoto

Sulle difficoltà che ATP sta attraversando ci confrontiamo da anni   e ciò che oggi deve  emergere in modo chiaro è il quadro reale e il rispettivo piano d’intervento: occorre da una parte assicurare il servizio di trasporto pubblico per i nostri cittadini, e dall’altra  salvare il posto di lavoro ai dipendenti che sono sottoposti a un sacrificio senza precedenti.

La situazione è preoccupante, se non tragica, se non drammatica. È vero, come ho avuto modo di dire in diverse occasioni, che il trasporto pubblico locale è entrato in crisi per tre motivi principali: 1) riduzione ogni anno del Fondo Nazionale per il TPL; 2) aumento spropositato del carburante, soprattutto per le accise aggiunte; 3) aumento delle assicurazioni per le aziende di TPL. È altrettanto vero, però, che i piani industriali, adottati anche con criterio di urgenza, non hanno funzionato e che probabilmente sono stati commessi errori gestionali, forse anche gravi. Questo lo affermo grazie anche alle notizie che emergono dalle pagine dei giornali, dove affiorano situazioni sotto certi aspetti scandalose, sulle quali è doveroso intervenire con un’inchiesta, perché considero opportuno che i comuni sappiano come sono stati utilizzati i soldi che hanno messo come quota di compartecipazione. Non vorremo mai che le risorse economiche che abbiamo assicurato per salvare il TPL, fossero state utilizzate per altre ragioni.

Per salvare ATP verrà presentato un nuovo piano industriale, introducendo nuovi sacrifici per i Comuni e i cittadini: ci verrà chiesto, per esempio,  un ulteriore aumento (abbozzato al 10 %) nella quota di compartecipazione all’accordo di programma.

Rendo noto, come del resto ho avuto modo di affermare intervenendo nella riunione dell’11 dicembre, che ho affermato che il comune di Sant’Olcese non si sottrarrà alle proprie responsabilità, che nell’ambito delle proprie competenze farà oltre il possibile per salvare il servizio di trasporto, ma ponendo determinate condizioni. Non siamo più disponibili a firmare in bianco la nostra fiducia, i nostri crediti sono esauriti. Firmeremo l’accordo di programma solo dopo aver visionato il nuovo piano industriale e dopo aver visto i bilanci amministrativi di questi ultimi anni: vogliamo vederci chiaro, il tempo delle parole che sposano promesse è terminato. E firmeremo solo davanti a garanzie che non penalizzino ulteriormente gli utenti, con una nuova razionalizzazione delle corse e un nuovo aumento dei titoli di viaggio. Soluzioni tra l’altro che si sono dimostrare inefficaci, già nell’adozione dei precedenti piani industriali. Senza queste condizioni non condivideremo atti di presunta irresponsabilità.

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