finanziamento-pubblico-ai-partiti_650x250Per salvare l’Italia e l’Europa occorre abbandonare la rincorsa al populismo che dilaga, in maniera incontrastata, senza incontrare proposte che possano essere considerate degne avversarie. Non passa giorno, senza qualcuno che cavalchi il populismo di turno. Questa folle, isterica spinta rischia di portare la democrazia a una deriva pericolosa, dove lo scempio dell’inadeguatezza rischia di lasciare lo spazio  al dominio degli estremismi. L’Italia ha conosciuto il prezzo salato della dittatura e l’Europa è troppo matura per non ricordare  gli effetti devastanti  prodotti dal  “secolo breve”. Eppure il disagio popolare cresce quotidianamente nell’indifferenza, nell’inettitudine delle classi dirigenti che oramai si muovono solo pro domo sua. La politica sotto assedio dall’avvento dell’antipolitica non reagisce se non attraverso un teatralismo empio e,  l’anarchia dell’irresponsabilità avanza come un magma che lentamente risucchia il risultato di lotte, di conquiste, di diritti e di doveri che la storia ci ha consegnato e noi indegnamente non solo non la riceviamo ma non ne siamo degni di difenderla e pronti a trasmetterla .

Oggi il valore è attribuito agli urlatori, a coloro che insultano, a coloro che in nome della democrazia promuovono una politica degli slogan, a coloro che  hanno ridotto le Istituzioni  a luoghi di scambio, di fiere di mercato, dove il fine dell’offerta politica è ridotto alle leggi del desiderio della domanda, senza interrogarsi su quali siano le soluzioni più giuste e migliori per il futuro della civiltà. È l’ora di dire basta, non seguendo la logica del populismo ma della consapevolezza. Perché se a prevalere saranno le dinamiche populiste si innescherà un implosione della democrazia: e chi avrà combattuto credendo di servire le leggi della democrazia , sarà in realtà complice della fine di un processo democratico di massa, inaugurando la democrazia elitaria.

Sono sincero e rischio anche di essere antipopolare, ma è giusto dare libero sfogo alle proprie idee, ed è quello  che sto facendo. Considero sbagliato e pericoloso gridare all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Sì è vero un referendum è stato aggirato,com’è altrettanto vero che una classe politica ha lucrato in maniera ignobile. Credo però che la salute della democrazia abbia dei costi da sostenere. Il problema reale è che nella storia della Repubblica italiana , nessuno ha mai perseguito il progetto di una legge che riconoscesse personalità giuridica ai partiti, legalizzando di fatto un sistema che ha finito per svilire il significato della partecipazione democratica . Per dirlo in parole povere non è mai stata fatta una legge che riconoscesse un finanziamento pubblico ai partiti e nello stesso tempo prevedesse una rendicontazione pubblica come avviene per le aziende. Questo perché i partiti non hanno personalità giuridica e non sono soggetti a questo tipo di obbligo. Oggi vogliono farci credere che per eliminare i furboni e i ladroni serve abolire la legge del finanziamento pubblico ai partiti. Questo principio è falso e tendenzioso. Perché i ladri  e i disonesti continueranno a proliferare, magari servi di altri poteri che continueranno a rimanere nelle sale regia. E ancora più grave è far credere che per estirpare tutti i mali della politica occorre passare per questa scelta. Non mi piace quando, davanti al disagio crescente, si tende a manipolare la coscienza democratica. Cosa faremo quando verrà a mancare la finanza pubblica nella politica ed esisterà solo quella privata? Che deciderà chi sostenere? E quali politiche adottare magari togliendo il diritto a una rappresentanza che non avrà nessun sostenitore economico? Cosa faremo quando l’oligarchia avrà occupato la democrazia in nome della democrazia ? E’ giusto porre dei freni, arrestare un modello che ha dimostrato essere inadeguato e dispendioso, ma come si dice in questi casi non si può buttare via il bambino con l’acqua sporca. Prestiamo la massima attenzione, vigiliamo senza scivolare in scelte che potrebbero delineare futuri oscuri. La democrazia deve essere accessibile a tutti, anche a chi non possiede i mezzi ma offre il proprio contributo con le idee. Stiamo attenti a non commettere errori, perché la storia insegna , la scelta democratica può essere strumentalizzata: Gesù o Barabba ? fu chiesto al popolo. L’esito lo conosciamo tutti.

La posta in gioco oggi è grande, la questione è essenziale: chi serve la democrazia e chi se ne serve. Le circostanze storiche mutano, e oggi sono possibili nuovi camuffamenti. “Tutti possono rendere omaggio alla democrazia-parola, ma concepire la cosa molto diversamente”.

Oggi, in questa domenica ho sentito molti commenti provenienti dai diversi schieramenti, mi sembrano usciti “dal discorso della corona” del Ventre di Parigi di Emile Zolà. Il popolo ha fame ed è disperato e l’imperatore non se ne cura. Oggi lì imperatore è la politica.

Annunci