La scelta del CdA del Carlo Felice di rinviare a settembre, sotto paventate giustificazioni, fotografa ulteriormente la non volontà di affrontare la grave crisi che sta colpendo l’Ente Lirico, con strumenti adeguati.

Ho l’impressione, sempre più legittima, che qualcuno non abbia percepito la gravità della situazione, soprattutto se consideriamo le richieste contenute nel recentissimo decreto Bray.

Non comprendo affatto l’impostazione di rinviare decisioni che dovevano essere adottate molto prima dell’attuale Decreto Legge. Vince, ancora una volta, la deresponsabilizzazione. Pessima scelta, indice di un clima che a me personalmente non piace.

E a chi chiede ulteriori sacrifici ai lavoratori del Carlo Felice, rispondo che è l’ora di cambiare registro non si può  spremere sempre gli stessi limoni, piuttosto mi aspetto, a questo punto, dall’attuale CdA un atto di responsabilità che può concretizzarsi solo con rassegnazione delle proprie dimissioni .

L’attuale CdA non è più credibile: davanti all’ennesima incapacità di gestire la crisi e garantire l’assunzione di adeguate strategie codificate, preferisce rinviare a settembre lo scioglimento dei nodi cruciali, continuando in modo ostinato  a perseguire politiche non conformi all’esigenza, come l’assunzione dei contratti di solidarietà che non hanno portato al conseguimento dei risultati previsti .

 Il piano industriale elaborato dall’attuale CdA è insufficiente, non idoneo non solo a rilanciare ma a salvare il Teatro. Un piano non credibile, dalla cui stesura emergerebbe un quadro sommario che non annuncia nessuna novità soprattutto in prospettiva di uno sviluppo sul quale occorre mirare.

A questo punto, considerata la gravità della crisi, serve   istituire un “super superman_02commissario” che sia in grado di predisporre un serio piano industriale in base anche alle norme contenute nel recente decreto Bray. Un  commissariamento è oramai doveroso  per garantire la redazione di un vero piano industriale pluriennale dove  si deve evincere la definizione degli obiettivi da raggiungere e le strategie economiche da conseguire.

Un “super Commissario”, che sia in grado prima di tutto, di lanciare una stagione lirica all’altezza della storia e della tradizione del Carlo Felice.

Siano delineate le linee industriali e si proceda verso  la promozione di  una direzione artistica in grado di garantire la qualità dell’offerta e un aumento della produzione. Siano inaugurate  nuove politiche di marketing, per questo motivo va dismesso questo CdA e l’attuale sovrintendente puntando su un “super commissario” che raccolga la sfida contenuta nel Decreto spalma debiti.

Chiedo una presa di coscienza: è inutile continuare su percorsi che si sono rivelati non idonei e  dannosi .

Le dimissioni sono  un atto dovuto e irreversibile, per garantire l’avvento di una nuova stagione . Il vero privilegio che deve essere concesso al Carlo Felice  è di aumentare il lavoro e non di ridurlo. Per favore, caliamo  il sipario su questo triste primato genovese .

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