Dopo l’esito del referendum su Carlo Felice, consiglio vivamente al Sindaco Marcoreferendum Doria di astenersi da ogni criterio di pseudo – vendetta. La politica della “ripicca” non è un buon segnale per la democrazia, soprattutto da chi ha fatto della democrazia partecipata un cavallo di battaglia. E non si amministra con il gioco del ricatto: o così o ti licenzio. Il Carlo Felice deve essere salvato attraverso un serio piano pluriennale, non con le soluzioni emesse in questi giorni. I lavoratori non hanno ceduto a nessuna pressione, e hanno dimostrato senso di responsabilità. Ora si rispetti l’esito del referendum non attraverso minacce o ritorsioni che dequalificherebbero la democrazia.

Si proceda come ho già chiesto a un Consiglio comunale sulla questione  più che mai urgente e se per una volta il sindaco sceglie di decidere lo faccia non tagliando posti di lavoro ma puntando su una maggiore produzione artistica.

 

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