Ecco cosa succede con la politica del rimandare, che prima o poi i nodi vengono al pettine. Il trasporto pubblico locale da anni in crisi, affrontato con una politica inadeguata a livello nazionale registra oggi sul territorio gli effetti deleteri di una totale assenza di responsabilità, anche davanti a importanti appelli emessi dalle amministrazioni nonché dalle preoccupazioni dei cittadini.

L’annuncio di Fossati, commissario straordinario della Provincia di Genova, su ATP evidenzia che è stato abbandonato a un tragico destino da chi poteva e doveva intervenire in tempo. Tragico destino che purtroppo coinvolge tutti i cittadini dei 67 comuni serviti dall’azienda di trasporto pubblico locale ATP, con ricadute che la classe politica oggi sottovaluta.  Il Parlamento latita, il Governo totalmente assente  davanti a un’emergenza nazionale e la Regione è congelata su un procedimento atteso con un atteggiamento davvero incomprensibile.

atpL’impotenza della Provincia, principale azionaria di ATP con quasi il 67 % delle azioni, è resa ancora più evidente dalla paralisi istituzionale innescata con il decreto che prevedeva l’abolizione e il passaggio alla Città Metropolitana oggi sospeso per gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale. È chiaro che il Commissario Fossati non disponendo di risorse per colmare il passivo eccessivo di ATP non abbia altre scelte, davanti all’indifferenza politica, se non cedere quote dell’azienda ai privati. Situazione gravissima: è come essere davanti a un malato terminale e decidere di procedere a un intervento chirurgico senza valutarne l’efficacia post operatoria, come dire non avendo altre possibilità tentiamo questo passaggio. Ci rendiamo conto che questo viene fatto sulla pelle degli operatori di ATP e  dei cittadini ? dove è finita la qualità della democrazia? Nei salotti dei format televisivi ?

Coinvolgere i privati nella gestione di ATP può essere una scelta di investimento per il futuro, solo dopo l’urgente riforma regionale; ma adottare oggi questa soluzione perché costretti, senza alternative, in questa fase, può comportare a una serie di ulteriori errori che devono essere assolutamente evitati. Cedere le quote ai privati, in assenza di una riforma legislativa, attesa da troppi mesi, significa svendere non solo sotto il profilo economico, ma svendere gli interessi del territorio , significa ledere la qualità del servizio emesso: con nuova razionalizzazione e sacrifici per tutti, un inutile calvario.

Lo ribatto ancora una volta alla Regione: intervenga ora per curare il malato e non dopo per l’allestimento della cerimonia funebre, comprendo le difficoltà in cui deve agire, intervenga presso il Governo !.Se è il caso,  il Consiglio regionale lavori tutto il mese di Agosto: non abbandonate i Comuni dell’entroterra a una tragica sorte,  non è mai troppo tardi ! Non lasciateci a piedi!

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