Se c’è qualcuno che ritiene inopportuno occuparsi della gravissima, drammatica crisi del trasporto pubblico locale (TPL), è bene evidenziare, tanto per citare qualche esempio che in realtà come Salerno, Caserta, Rovereto, Bologna, Parma, Biella, Novara, nel Lazio, e ancora Palermo il TPL ha già fallito. E i piani industriali adottati dai diversi enti locali, lasciati spesso e volentieri isolati in questa situazione preoccupante, non portano quasi mai agli obbiettivi fissati. Le ragioni sono differenti, soprattutto in assenza di una reazione  politica  nazionale.

autostop1È chiaro che esiste “un’emergenza nazionale” tanto evidente quanto non evitabile, che coinvolge purtroppo tutta la nostra penisola, isole comprese. Gli amministratori locali vengono abbandonati in un complesso gestionale che non può essere risolto se non attraverso una visione programmatica di carattere nazionale.

Trovo scandaloso distogliere l’opinione  pubblica con casi sì gravi come l’affare Ablyazov  e non occuparsi invece della situazione italiana sempre più affannata, in cui rientra la crisi del TPL. Il governo latita e non ritengo questo il momento per la deresponsabilizzazione politica.

Il caso ATP, il grido di allarme, considerate le condizioni economiche dell’azienda deve vedere l’impegno di tutte le istituzioni per evitare il fallimento, che avrebbe una pesante ricaduta, soprattutto un fortissimo impatto sociale su tutto l’entroterra genovese.

Non è questo il tempo per i Ponzio Pilato della storia, non è sufficiente sentirsi dire “ma in ogni caso il servizio minimo sarà comunque garantito”, quando siamo ben consapevoli che questo vorrebbe dire incidere con effetti maggiori sulla crisi economica e sociale delle nostri valli.

Chiedo alla Regione, e rinnovo il mio appello a Burlando e all’assessore Vesco comprendendo le difficoltà in cui agiscono, di intervenire presso il Governo per agire su quattro punti fondamentali:

1)     Rifinanziare il fondo per il TPL;

2)     Intervenire sul costo dei carburanti, esentando o riducendo sensibilmente dalle accise le aziende di TPL (ciò consentirebbe un notevole abbattimento delle spese);

3)     Intervenire sul sistema assicurativo perche a fronte della diminuzione dei sinistri del 14 % i costi hanno registrato un aumento pari a un 32 %: su questo ambito è compito del Governo e dei legislatori prevedere tempestivamente, secondo le regole di mercato, una normativa particolare. Tra l’altro sottolineo, in materia, le preoccupazioni espresse dall’antitrust ;

4)     Coinvolgere il privato attraverso nuove forme di partecipazione: interventi con capitali e inaugurazione di “sistemi misti” osservando le indicazioni del garante per la concorrenza. “

In ultimo però chiedo anche alla Regione di non sollevarsi dalle proprie responsabilità e di procedere alla riforma del TPL ferma in Consiglio regionale.

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