Torneremo a votare con il Porcellum ? Sono in molti a chiederselo e altrettanti a sperare in una nuova legge elettorale. Purtroppo se continua così la risposta è una sola: si voterà nuovamente con la legge “porcata”.no porcellum Eppure a sentire le dichiarazioni di tutti sembrerebbe prevalere il partito del “no”; ma poi al momento di agire nulla cambia e il torpore della “male democrazia” vince su tutto anche sul riformismo tanto gridato e mai raggiunto. Gli effetti sono davanti a tutti: ingovernabilità, parlamento di nominati e asfissia delle Istituzioni.

L’attuale sistema ha consolidato la disaffezione politica e l’avvento del populismo, lasciando lo spazio a una classe oligarchica che poco alla volta ha occupato il potere, svilendo il significato più profondo della democrazia partecipata.

La Corte Costituzionale che ha più volte espresso i dubbi di costituzionalità sull’attuale legge elettorale, è chiamata a giudicarne la legittimità costituzionale. Occorre attendere l’ennesima sentenza per cambiare ? E’ possibile che in Italia si rischia concretizzare qualcosa solo di fronte alle sentenze? Dobbiamo allora parlare di democrazia “sentenziale” per irrigidimento ozioso delle istituzioni?

Si può voltare pagina? E’ lecito sperare nel cambiamento quando la strada del rinnovamento dovrebbe passare attraverso i “nominati”? Esiste una ragione di fiducia in cui attendere ?

La produzione delle domande e dei dubbi potrebbe continuare, mi fermo nel evidenziare che il popolo aspetta, anche e con sempre meno fiducia, una nuova stagione. Non mancano le proposte, le iniziative anche lodevoli, ma scarseggiano gli uomini e le donne di buona volontà. Il servilismo inaugurato dall’oligarchia occupante offre rendite di posizione più vantaggiose rispetto alle responsabilità del mandato elettorale.

C’è pure chi vorrebbe proporre un referendum per abolire il Porcellum e sul quale esprimo la mia immediata riserva. Non è il momento si spendere ulteriori risorse su un quesito la cui ovvietà è chiara e più che evidente e in ultimo siamo così sicuri che successivamente sarebbe rispettata la volontà popolare? Quando non si è in grado di osservare le sentenze emesse dalla Corte Costituzionale?

Se a guidare le attività e le agende politiche fosse il buon senso, gli italiani avrebbero in che sperare, ma sino ad oggi il beneplacito del dubbio domina incontrastato.

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