Un colpo di caldo? O una attestazione di un eccesso di non intelligenza? No l’ennesima conferma che la deficienza non va mai in ferie.  L’offesa che il signor Calderoli, padre dell’attuale legge elettorale nonché  vicepresidente del Senato, ha diretto ieri ignobilmente al Ministro Kyenge, ribadisce come la stupidità regni incontrastata soprattutto in certi ambienti da dove invece dovrebbe pervenire un profilo di altro esempio istituzionale.punto-interrogativo

Da più parti, bipartisan, si richiedono le dimissioni dalla vicepresidenza del Senato, la cosa più grave e offensiva per un popolo democratico come il nostro, è sapere, comunque, che il signor Calderoli rimarrà Senatore della Repubblica.

Da ministro la storia lo ricorderà come un’icona di incompetenza e di errori che si sono abbattuti direttamente e indirettamente sui cittadini, da Vicepresidente del Senato( e bisognerebbe chiedersi chi è stata la mente così intelligente per indicarlo ed eleggerlo ad una così alta funzione di responsabilità) continua a sparare cazzate su cazzate.

Forse non bisognerebbe neppure tanto gridare allo scandalo considerato il personaggio, ma credo che il soggetto abbia davvero e da tempo superato ogni limite di decenza.

Le parole usate ieri in un comizio (non posso dire politico perché la politica deve rifiutare questi episodi) offendono la democrazia e alimentano l’odio razziale che va respinto senza se e senza ma.

Non farò nessuna comparazione con nessun animale, anche perché in questo caso potrei essere denunciato dall’animale chiamato in causa; ma mi limiterò a far mie alcune considerazioni ben espresse nell’editoriale di Gian Antonio Stella, pubblicato sulle pagine del Corriere della Sera.

L’affermazione vergognosa  rivolta al ministro Kyenge è l’ultima di una lunga serie che identificano la portata culturale di Calderoli. Vediamone alcune: “ Sul terreno dove dovrebbe nascere la moschea farò pascolare i maiali”; “ C’è ancora qualche mongoloide che vota Ulivo” ( scandalizzando i disabili per il paragone indecente); rivolto al Cardinale Tettamanzi “Con il territorio non c’entra niente sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia” mentre guardando all’America di Obama “Non vorrei tra cinque anni trovarmi un presidente abbronzato”; e ancora per il trionfo dell’Italia sulla Francia ai mondiali esultò”per la vittoria della nostra identità …(contro una squadra) che aveva schierato negri, islamici e comunisti”; o ancora quando aveva sostenuto “che la civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni”.

Ci sono politici, ministri senza scomodare i grandi Statisti, che saranno ricordati per le loro citazioni, Il signor Calderoli( scusate non riesco a chiamarlo Senatore) passerà agli onori della cronaca per le sue pillole di idiozia mediatica.

Dal ministro Giampiero D’Alia , che ho ringraziato pubblicamente attraverso Twitter, un paragone davvero forte ma responsabile: Calderoli “usa un linguaggio  da Ku Klux Klan”.

Miglior copertina della giornata la prima pagina de IL Secolo XIX: “ Calderoli paragona il Ministro Kyenge a un orango , “E LUI A CHE ANIMALE VI FA PENSARE?”

Concludo con il pensiero di Gian Antonio Stella che riporto per intero:

Quanto al fatto che «scegliere dei ministri stranieri è una scelta sbagliata» e che lui non conosce casi di «italiani ministri all’estero», l’ancora (incredibilmente) vicepresidente del Senato scorda che Henry Kissinger era nato in Baviera ma diventò il potente segretario di Stato americano. Che il premier belga Elio di Rupo per «ius sanguinis» è italiano. O che a salvare l’onore della Francia dopo la disfatta di Sedan, dopo che «il più francese dei francesi» Napoleone III si era arreso ai prussiani, fu il figlio d’un immigrato, Leon Gambetta. Che era diventato francese solo undici anni prima”.

 

Davanti a un comportamento del genere una scuola seria avrebbe deciso l’immediata espulsione dell’autore: è possibile che nelle pieghe del Regolamento parlamentare non si possano trovare soluzioni o provvedimenti commisurate alla gravità di certe situazioni? È possibile che il parlamento consenta a certi individui di scorazzare cosi liberamente ? Il Parlamento deve essere il luogo di confronto democratico no il palcoscenico per drammatiche commediole.

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