“Sulla grave situazione del Teatro Carlo Felice, senza alcuna natura polemica, stiamo assistendo a una desolazione completa, affrontata con criteri d’urgenza senza interventi finalizzati a una programmazione lungimirante nell’ottica di una nuova strategia. Dalla politica sino ad oggi un eccesso di deresponsabilizzazione, non si può più accettare questo clima di apatia e di rassegnazione, soprattutto in una città come Genova che nel 2004 è stata capitale Europea della cultura.

Ora basta! Basta con le inutili attese, basta con l’approssimazione di soluzioni temporanee prive di definizioni reali e dinamiche. Basta con l’assunzione di registri conosciuti e fallimentari. Non servono “tapulli” che suonano come campane a morto. Serve uno spirito innovativo che sappia cogliere da questa drammatica realtà l’occasione di rilancio, e la cultura può rappresentare un motivo concreto di sviluppo economico.

Nella tanto auspicata stagione delle riforme la politica deve saper coinvolgere anche la ricca realtà della Cultura: servono riforme strutturali che consentano la rivalorizzazione del patrimonio culturale italiano e ligure.

Nel quadro di queste riforme rientrano anche gli aspetti legislativi degli Enti Lirici e, considerata la situazione odierna non si può più continuare con la politica del rinvio.Carlo Felice De Ferrari

Sul caso specifico  del Carlo Felice purtroppo sino ad oggi non ho individuato interventi propositivi, ma contrapposizioni non esaustive. Le soluzioni che si tentano di proporre per salvare l’Ente lirico genovese sono inadeguate, rischiano di creare un collasso generale: un default che deve essere evitato assolutamente.

Avevo fatto un appello proprio al Sindaco Doria e all’assessore competente per la convocazione degli Stati Generali della Cultura: nessuna risposta, l’appello è caduto nella totale indifferenza. Oggi davanti al continuo aggravarsi, ho chiesto, come Segretario dell’UDC genovese, al mio gruppo consiliare a Tursi di farsi promotore per una convocazione straordinaria del Consiglio Comunale dedicato esclusivamente alla situazione del Carlo Felice e la crisi che sta interessando il settore della cultura a Genova. Mi auguro nell’ambito del Consiglio comunale che questa occasione possa che essere raccolta da qualsiasi forza politica. E’ doveroso, giunti a questo punto, il Sindaco Doria compia un atto di responsabilità di fronte al Consiglio per aprire un confronto costruttivo e, soprattutto, propositivo.

Pacor ha minimizzato la gravissima crisi del Carlo Felice, lo ritengo un atteggiamento non responsabile da parte di un sovrintendente, se non è in grado di intervenire efficacemente dovrebbe riflettere sul futuro del proprio incarico.

La proposta presentata ieri alle organizzazioni sindacali segue l’emergenza e promuove misure inadeguate.

Occorre, invece, intervenire sia sul piano locale sia sul piano nazionale per le diverse competenze. Spetta al Parlamento e al Governo tracciare una riforma che valorizzi la cultura come volano di sviluppo economico, tra questi merita particolare interesse la riforma degli enti lirici.

 

LA MIA PROPOSTA

–          è necessario inaugurare una politica economica mista, ovvero partecipazione di pubblico e privato. È indispensabile passare da una logica di sponsorship ad una di partnership per condividere con il privato obiettivi e finalità nel medio e lungo periodo.

–          Serve una programmazione lungimirante, che sia triennale o quinquennale deve fissare obiettivi da raggiungere.  Quindi il reperimento di risorse come piano di investimento. Questo aspetto è oggi  assente !

–          I contratti di solidarietà non sono la strada giusta: il 60 % in meno di lavoro per alcune tipologie di contratto è la testimonianza diretta dell’incapacità con la quale è stato affrontato il problema; bisogna andare controcorrente, il passivo del Carlo Felice è dato anche dalla  scarsissima offerta  di programmazione: non è possibile organizzare 46 serate su 365 giorni in un anno. Aumentando la produttività aumentano le entrate, razionalizzare la produzione non riduce il debito ma ne consolida i costi;

–          Per risolvere  non è utile vendere ulteriore patrimonio immobiliare, perché risolve solo temporaneamente il problema: occorre invece attrarre i privati, stimolandoli a partecipare attraverso una nuova politica di agevolazioni fiscali;

–          Inserirsi nella ambito di Europa Creativa 2014/2020 dove saranno messi a disposizione un miliardo e ottocentomilioni di euro per attività culturali: fare del Carlo Felice e di Genova un progetto pilota europeo;

–          A livello UE uno dei provvedimenti più significativi per il finanziamento pubblico indiretto è rappresentato dall’aliquota IVA, anche qui si può guardare ai successi registrati in altri Paesi;

–          Destinare parte dei proventi del lotto e lotterie  agli Enti Lirici, ma solo dopo l’urgente riforma legislativa del settore;

–          In ultimo che fine hanno fatto i proventi raccolti dalla tassa di soggiorno? Come vengono impiegati?

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