Sono trascorsi già quattro anni, da quando il Sindaco Angelo Cassissa mi conferiva le deleghe da assessore. Il tempo è passato velocemente, e la sabbia rimasta nella clessidra mi indica che ci sono ancora dodici mesi per esercitare al meglio la fiducia che mi stata data. È presto per trarre bilanci, anche se un’analisi di coscienza non manca e non può venire  meno. Ma questa sfaccettatura la lascerò ad altre occasioni. Oggi mi sento come un uomo che avendo assunto una responsabilità istituzionale e di civico interesse, si interroga sul percorso fatto guardando in modo particolare a come concludere.tovo

Un ciclo amministrativo non facile da gestire, sia per le grandi trasformazioni in atto nell’assetto istituzionale sia per gli effetti restrittivi determinati dalla grande crisi economica. Siamo entrati in un periodo di forte decrescita con il rischio di perdere obbiettivi raggiunti, diritti conquistati, sotto un sempre più apatico clima dominato da sentimentalismi populisti. In questo quadro, quasi silenziosamente, i Comuni hanno subito un limitazione nella libera azione del loro esercizio, soprattutto i più piccoli e in modo particolare i territori periferici appartenenti alla ricca realtà dell’entroterra. Ai comuni sono state aggiunte nuove competenze peccato che parallelamente sia mancato il trasferimento delle risorse economiche. Non voglio dilungarmi e non è questo il momento per affrontare queste problematiche, ho voluto citarle perché siamo tutti obbligati a riflettere sul prossimo futuro: con una democrazia sempre più limitata e non partecipata, chiunque destra, sinistra, bianco nero o rosso se continuerà a prevalere questo sistema suicida, amministrare i comuni non sarà facile, o ancora meglio diventerà impossibile.

Tornando ai pochi mesi che mi rimangono dalla fine di questo mandato, che ho accettato con molto piacere, penso che lo affronterò con il massimo dell’impegno, cercando di migliorare le iniziative che hanno riscontrato partecipazione condivisione ma soprattutto con più coraggio per inaugurare anche scenari innovativi. Lavorerò con il desiderio di lasciare qualcosa di buono a chi verrà dopo di me e solo questa sarà la preoccupazione che guiderà l’ultimo periodo di questa attività.

Chi mi conosce molto bene sa il mio pensiero in merito a questa conclusione.

Ringraziando tutte le persone che sino ad oggi mi hanno sostenuto, nei modi e nei tempi diversi dico non aspettatevi miracoli perché quelli non sono in grado di farli e aiutiamoci reciprocamente per Sant’Olcese, pensando sempre non alla soddisfazione dei propri interessi ma al raggiungimento del bene comune.

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