Don Andrea GalloGenova è commossa, piange Don Andrea Gallo che ieri alle 17.45 ha intrapreso il suo ultimo viaggio. Mancherà quel figlio ribelle, il suo sorriso, il suo sguardo che sapeva incontrare tutti. Certo ci mancheranno i suoi interventi, il suo sigaro, ma non mancherà la volontà di raccogliere la sua eredità, perché il lavoro da Lui iniziato deve e può procedere. Io non ho mai avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ho però un ricordo di quando ero molto più giovane. Era il periodo degli studi universitari e rimasi colpito, scandalizzato da un prete genovese, un certo Don Gallo  che aveva dichiarato pubblicamente che aveva aiutato alcune donne ad abortire. Si rimasi esterrefatto, non concepivo che un prete potesse fare certe affermazioni, ritenevo che un curato dovesse semmai agire diversamente. Ma sono le testimonianze delle persone che hanno conosciuto la  sua disponibilità, la sua generosità, soprattutto di “quegli ultimi” che lui ha saputo accogliere, a farmi cambiare opinione aiutandomi a capire chi era questo uomo.  Compresi, così, molto più tardi quelle sue parole, ma soprattutto la sua azione. Don Andrea Gallo decise di rimanere vicino a quelle donne che compivano quella scelta per loro difficile, non condannandole ma offrendo l’amore di Cristo. Non era eresia, ma un servizio cristiano e questo scandalizzava. Ma d’altronde lo stesso messaggio cristiano scandalizza:  Gesù quante volte con il suo insegnamento ha scandalizzato? Quante volte ha scandalizzato i sacerdoti, i funzionari dell’impero, i burocrati. Chi serve la verità cristiana sa di scegliere una via non comoda.

Ho solo un rimorso: avrei voluto chiamarlo e più volte sono stato tentato di farlo, per conoscerlo personalmente e raccontargli di persona questa mia ”conversione” e invece, sbagliando, ho rimandato. E oggi questo pensiero ho voluto condividerlo con quanti leggono.

Credo che Don Andrea Gallo amasse Gesù sopra ogni cosa e nel segno di questa fede ha offerto la sua vita come un autentico servizio. Belle le sue parole oggi riportate da Il Secolo XIX : “A chi incontro per strada non chiedo se è di destra o di sinistra, se è gay o eterosessuale , se ha studiato o non. A qualcuno potrò magari insegnare l’italiano, loro mi insegnano la vita ” . Questo era Don Gallo e queste poche parole sono l’autoritratto di se stesso: un apostolo del Vangelo.

Ha annunciato il vangelo a tutti  mettendolo in pratica, si è adoperato per gli ultimi, soprattutto per quegli emarginati che la società ha talvolta ghettizzato. Questo ha e può avere scandalizzato, ma questa è stata la forza di un uomo che ha saputo servire l’uomo, in quanto uomo; e più era lontano da Gesù più lui lo chiamava, lo assisteva, mai obbligando, mai imponendo ma solo con il desiderio di comunicare che mai tutto è perduto, che sopra ogni cosa c’è un amore totale. Bello quando parlava e pensava a Gesù portandolo ai giorni nostri. Per Don Gallo Gesù mai avrebbe rifiutato un tossicodipendente, una prostituta o un omosessuale: l’amore di Gesù è fatto per accogliere non per condannare.

Grazie Don Gallo, perché ho apprezzato il tuo servizio  offerto non solo a questa città ma ogni donna e ogni uomo, senza distinzione, senza indagare l’appartenenza, sapendo dentro di te che esiste una sola nazione: quella di Dio. Questo è il mio pensiero che si unisce ai tanti altri partecipati, per Te questa poesia di Alda Merini: ti accompagnino queste parole nel Regno che nella Tua vita, nel Tuo servizio hai saputo annunciare:

Inno (tu sei Pietro ) Se tu mi hai posto in grembo e nella mente/questo seme dolcissimo di amore,/ versa sopr’esso un’aria che lo allevi/ e che gli dia più facile respiro!/ Se mi hai dato l’Amore come parte /di Te che sei la Parte della vita,/ fa che io trovi il calice più mio, /il più vasto, il più ricco e desolato/ per colmarlo di me, fa che io trovi.

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