meritocraziaMi piacerebbe guardare a un’Italia, dove i criteri meritocratici sono quelli che servono per un processo selettivo delle nuove generazioni, contrariamente al diritto di eredità che non sempre garantisce trasparenza , equità e la miglior scelta.

E purtroppo nell’Italia dei gattopardi, in una fase di declino evidente, per avanzare sono sempre meno importanti i titoli di studio conseguiti e i meriti conquistati sul campo .

 Negli anni ’60 ,’70, ’80  il figlio di un contadino,di un operaio, di un ciabattino o di un artigiano  che si impegnava nello studio poteva ambire, un giorno,  a una posizione di dominio contrattuale per gli effetti dell’ampia domanda e della bassa offerta di laureati e quindi sperare in un futuro migliore, anche dal punto di vista occupazionale. Erano anni in cui “il figlio del popolo” studiava grazie anche ai sacrifici economici sostenuti dalle famiglie di appartenenza. Era l’Italia del miracolo, oggi invece sempre più con prepotenza, ma silenziosamente, il sacrificio consiste nel passaggio di consegna da padre a figlio ,osservando di fatto  un vecchio diritto dinastico . Questo accade in più settori e potrei dire che nessun campo sembra libero da questo supponente fastidio oligarchicamente antidemocratico . Dalle imprese private al pubblico invece che prevalere il concetto di meritocrazia sembra assumere un nuovo dominio il”diritto di famiglia”.Un sistema che lede la struttura di un Paese, che lo impoverisce nella sua offerta , che si allontana dalle prospettive di competizione che definiscono il quadro internazionale. Tutti devono avere la possibilità  di soddisfare le proprie attitudini e interessi, nessuno deve essere privato di questi diritti.

Anche la politica, che rincorre spesso la parola “meritocrazia”,non può dirsi esente da questo aspetto insidioso: il nepotismo avanza quasi legittimato da principi egocentrici per chi lo effettua e di rassegnazione per chi lo subisce.

 Io non sono figlio di papà , ma orgogliosamente figlio di un operaio e di una casalinga, che hanno saputo, affrontando tante difficoltà, crescere ed educare un famiglia insegnando a me, a mia sorella e mio fratello il rispetto e l’amore verso il prossimo. Ma sopratutto le mie povere origini che caratterizzano la mia famiglia mi hanno insegnato che gli obbiettivi nella vita si raggiungono con la severa legge “dell’olio di gomito”, non con le raccomandazioni. Grazie mamma e papà , perché oggi so come affrontare la vita sempre bella anche quando è dura !

Annunci