La crisi che sta colpendo  il settore del trasporto pubblico locale, oggi evidenziato (8 gennaio 2013) dalla “serrata” degli autisti ATP, evidenzia lo stato, come ho già avuto modo di dire,di emergenza nazionale. Per questo motivo credo che la soluzione debba necessariamente trovarsi in sedi appropriate, in primis il governo che non può rinunciare a una sua responsabilità. Secondo confido che l’incontro fissato, mi dicono per il prossimo 10 gennaio , della Conferenza Stato Regioni, possa indicare trasferimenti in materia di TPL atti  ad assicurare il piano industriale dell’azienda, garantendo il futuro degli operatori ma soprattutto del territorio servito.

Salvare il trasporto pubblico locale fa parte e deve essere inserito all’interno di ogni “agenda” di governo. Superare la logica degli slogan  deve obbligarci a presentare proposte che dovranno essere condivise per raggiungere l’obiettivo primario: riformare, salvare e rilanciare il TPL.

Occorre per questo agire su quattro punti fondamentali:

1)Rifinanziare il fondo per il TPL;

2)Intervenire sul costo dei carburanti, esentando o riducendo sensibilmente dalle accise le aziende di TPL (ciò consentirebbe un notevole abbattimento delle spese);

3)Intervenire sul sistema assicurativo perche a fronte della diminuzione dei sinistri del 14 % i costi hanno registrato un aumento pari a un 32 %: su questo ambito è compito del Governo e dei legislatori prevedere tempestivamente, secondo le regole di mercato, una normativa particolare. Tra l’altro sottolineo, in materia, le preoccupazioni espresse dall’antitrust ;

4)Coinvolgere il privato attraverso nuove forme di partecipazione: interventi con capitali e inaugurazione di “sistemi misti” osservando le indicazioni del garante per la concorrenza.

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